Marcello's profileIn continuo mutamento...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    September 29

    Non dimentico...

     
    Francesco Guccini - Ti ricordi quei giorni
     
    Ti ricordi quei giorni?
    Uscimmo dopo le canzoni per camminare piano...
    Ti ricordi quei giorni?
    Gli amici bevevano vino, qualcuno parlava e rideva, noi quasi lontano,
    vicino a te,
    vicino a me
    e ci parlammo ognuno per lasciare qualcosa,
    per creare qualcosa, per avere qualcosa...

    Ti ricordi quei giorni?
    I tuoi occhi si incupivano, il tuo viso si arrossava
    e ti stringevi a me nella mia stanza,
    quasi un respiro, poi mi dicesti "Basta,
    perché non voglio guardarti,
    perché ho paura ad amarti".
    E dicesti, e dicesti e dicesti...

    Le tue parole
    quasi io non ricordo più,
    ma nemmeno tu ricordi niente....

    Ora dove sei e che gente
    vede il tuo viso e ascolta
    le tue parole leggere,
    le tue sciocchezze leggere,
    le tue lacrime leggere,
    come una volta?

    Che cosa dici ora
    quando qualcuno ti abbraccia
    e tu nascondi la faccia
    e tu alzi fiera la faccia
    e guardi diritto in faccia
    come allora?

    Qui un poco piove e un poco il sole,
    aspettiamo ogni giorno
    che questa estate finisca,
    che ogni incertezza svanisca...

    E tu? Io non ricordo più
    che voce hai...
    Che cosa fai?
    Io non credo davvero
    che quel tempo ritorni,
    ma ricordo quei giorni,
    ma ricordo quei giorni,
    ma ricordo quei giorni
    ma ricordo...

    September 28

    Di tutto di più

     
    Cosa scrivere?
    Sono le 11.30 e io mi sento in un'altra dimensione, in un trip tutto mio, solo mio, una fase di rimbambimento acuto, mi sento un drogato eppure l'ecstasy non l'ho presa...mi sento Guccini che canta a scuarciagola (stando solo mi posso permettere questo volume) una canzone ritrovata per caso...bella...stupenda...e guarda caso è un'accozzaglia di effettacci e accostamenti bizzarri, secondo la tradizionale potenza immaginifica gucciniana. Diavolo! Il mio narcotismo acuto sicuramente aiuta, ma questa canzone è una bomba! E io sto qui che la sento ininterrottamente, repeat automatico, tutto scorre, panta rei...questa è vita!
    Ma il filo conduttore? Per ora non c'è...è la prima volta, diciamo che sto sperimentando questo genere, il "ScrivoTantoPer,EilSensoVerrà" che leggo in tanti blog inutili. Alla fine non farò così, perchè ...un senso c'è sempre! Bisogna trovarlo! IO voglio trovarlo! A costo di essere troppo riflessivo, pensieroso, logico, razionale: tutti me lo rinfacciano, soprattutto le ragazze, ma è veramente un difetto esserlo? Sì, lo è...perchè in alcuni momenti bisognerebbe lasciarsi andare: "Va dove ti porta il cuore" direbbe Susanna Tamaro, che boiata!
    Sarà che il mio cuore è collegato al cervello, e da solo non si aziona; forse è proprio per questo che non mi sono mai innamorato, o che se lo sono stato a modo mio, e che dopo qualche mese stacco la spina e il cuore smette di pulsare, il sentimento cala, non lo so. Ho 22 anni e anche se mi fa paura pensare ad una vita insieme a qualcuno, io la vita me la voglio ancora godere, non voglio perdere tempo.
    Dovrebbero istituire il tempo della frequentazione, 1 mese o 2 anni...ma dove sta scritto che se 2 persone si baciano poi stanno insieme? Ho paura, il legame mi terrorizza e non potrebbe essere altrimenti, la psicologia non è mica marmellata, la tua esperienza ti segnerà per sempre. Amen. Se ci fosse questa frequentazione, non dovrei pensare ad un fidanzamento, ad una fedina, ad una catena che ti unisce. Sono uno spirito libero...è troppo comodo? Troppo utilitaristico? Forse, ma l'amore non ha un decalogo, non c'è nessuna legge (se non quella xxxx, ..siamo alle solite!) che t'impone di fare coppia fissa. Sì, giusto...poi ti prendi una cotta per quella persona, ma se uscite insieme perchè non ti sta bene? Allora la coppia non è amore, è possesso! Io ti lego a me e non vai da nessuna parte...e infatti ecco il tradimento! Siamo tutti cornuti ma non lo sappiamo, non ce ne rendiamo conto e, addirittura, a volte fingiamo di non vederlo. Ma io non voglio tradire - che brutta parola - voglio solo amare. A modo mio. E a chi non sta bene dico che mi dispiace, ma non sono pronto per un rapporto diverso.
    Non sono affatto un maschilista (l'associazione viene spontanea con un macho motociclista, tutto muscoli e tatuaggi) perchè a me piace condividere tutto ciò che faccio: un sorriso, uno sguardo, una passeggiata, una telefonata, una cena, una carezza, un bacio, una notte di sesso, un cinema, un discorso, un abbraccio ...tutto può essere amore! E tutto ciò che è amore è condivisione.
     
    Stanotte mi son visto Tre metri sopra il cielo, o meglio una parte, era già iniziato. E' la seconda volta che mi capita di vederlo, e anche allora era uno spezzone, su Sky, nel bel mezzo di una telefonata. Quel film che fa tanto sognare le adolescenti, che fa zompettare il cuore delle + illuse (con tutto il rispetto parlando: la vita stessa è un'illusione) - io le definisco innamorate croniche dell'amore - e che, a vari mesi dalla sua uscita, "costringeva" almeno 20 ragazze della mia lista contatti di messenger a titolare "Io e te: 3 metri sopra il cielo", meglio se scritto con codici strani e con qualche emoticon colorata intorno. Insomma, il marchio distintivo delle ragazze di oggi. Ogni epoca in fondo ha il suo cult movie (certo, fare paragoni potrebbe essere imbarazzante xò...).
    Bene, mi ricordo che a suo tempo trovai il film ben girato ma terribilmente monotono, con la stessa trama che si ripete stancamente in ogni film sdolcinato, fino a che....con l'ausilio del telefono a complicarmi la vita (ma quindi alla fine si lasciano? Era davvero un altro ragazzo quello nel letto con lei? ...mi domandavo tra me e me) TADA' ! Colpo di scena: "cazzo, questo film è bello" mi sono detto! Non era il solito finale...e visssero felici e contenti, tanti baci e buonanotte...no! Qui per la prima volta finisce male. Anzi, di merda!, visto che la ragazza fa una figura a dir poco oscena!
    Possibile che la realtà sia feroce, spietata, cruda, e invece un film debba tratteggiarla come celestiale, fantastica, perfetta...quasi divina??? Finalmente la svolta: i 2 si lasciano, si rimettono, litigano, lei si mette con un altro, lui soffre ...vivono un amore tormentato, una storia realistica direi, vicina alla nostra vita di tutti i giorni! Incoraggiato da questo ricordo mi sono "sorbito" l'ultima ora. E ho tratto due considerazioni: primo, ed è forse scontato, ma guardando la scena del castello abbandonato non ho potuto non realizzare che stare nel letto abbracciati al proprio partner e scambiarsi dolci effusioni (uààà e c'agg scritt? :'( ) dopo aver fatto l'amore è qualcosa di celestiale, indubbiamente la sensazione più piacevole che io conosca. Secondo: come diamine fa una ragazza ad incazzarsi col ragazzo a cui è appena morto il migliore amico??? Quale mente bacata può arrivare a tanto? Io di ragionamenti contorti sono un esperto, ma... in pratica Step è cornuto e mazziato, disgraziato e allo stesso tempo accusato della disgrazia. E andiamo!
     
    Quest'ultima considerazione mi ha fatto venire in mente il reality "La pupa e il secchione", che solo per i conduttori (un cretino, Enrico Papi, e una gallinella, Federica Panicucci) dovrebbe far venire la nausea! Ieri sera, in seconda serata ovviamente (il ferreo codice deontologico della tv), è andata in onda la versione Hot del programma: un mix di tette e culi sotto la doccia, racconti erotici delle pupe, tentativi di seduzione e amenità simili. Io ne ho visto uno spezzone, curioso di conoscere l'ultima trovata del palinsesto mediaset, e devo dire che mi sono un pochettino allarmato. Non che sottovaluti la diabolica genialità dei produttori (Dio me ne scampi), ma ora siamo arrivati ad un livello superiore: dopo aver creato questo programma, hanno pensato di piazzare un'oretta settimanale di inciuci&inciucetti - che fa molto Grande Fratello - così anche i guardoni sono sistemati! Gran colpo!
    Mi devo correggere: avevo pensato al termine "indecenza" riferito a questo programma, in realtà la parola + appropriata è "tristezza". Sì, tristezza! Nella prima puntata soprattutto. Mi è capitato di guardarla di sfuggita per una mezz'oretta: guardare una decina di sapientoni messi in riga su di un palcoscenico che vengono gentilmente offerti alla mercè di sgignazzanti ochette scosciate è veramente TRISTE! E i suddetti poveri cristi, con la nonchalance di chi va dritto per la propria strada, che accettano di buon grado le risatine  manco fossero delle marionette. Che poi, diciamocela tutta: il cervello di quelle galline (secondo le quali Dante era un indiano, le leggi le fa il Papa e il passato remoto un minestrone di verdure...) a cosa le potrà mai condurre? Le belle cosce e il seno rifatto ti portano forse a fare la velina e/o il passatempo stile una notte e via di qualche produttore e/o calciatore ...e poi? Nella loro vita che faranno? Penso che le prime a doversi risentire per questa immondizia televisiva siano proprio le donne, perchè la bellezza non per forza è sinonimo di stupidità e, comunque, non serve essere 90-60-90 per sentirsi realizzati!
     
    September 26

    Ti penso sempre

     
    90
     
     
    ..vorrei che tu fossi qui..
     
    September 22

    Riflessioni

     
    Sono ormai più di 3 settimane che sto a casa, dormendo per buona parte del giorno e cazzeggiando nel resto del tempo, insomma senza far nulla di produttivo. Eppure non son riuscito a concentrarmi per più di mezz'ora ottenendo risultati nulli o comunque poco apprezzabili, eccezion fatta per 4 righe scritte in un documento word che da troppo tempo chiede di esser continuato, completato, rivisitato. Mi manca l'ispirazione o, meglio ancora, quello che la tramuta in opera concreta. Molte idee circolano nella mia mente, dopo una telefonata, sentendo una canzone o al risveglio, ma la mia pigrizia si manifesta anche con una tastiera di un pc, tant è che a sera vado a letto con quel "Documento" (così spersonalizzato e informe) aperto sul mio desktop, in attesa che qualcuno vi metta mano. Troppo spesso, però, le uniche mani che vedrà son quelle di mia madre che spegne il mio computer mentre io sto già nel mondo dei sogni. Bel mondo quello. Di fatto il momento buono per scrivere è quello notturno, in cui la morte della città si unisce alla pace dei miei sensi, e i tasti scorrono veloci a formare parole dettate da una mente sgombra.
    Ora mi ritrovo a scrivere alle 16.00, e già questo basta per capire che tutto ciò è strano: non ho mai prodotto nulla di giorno, e in effetti dalla serranda abbassata a 3/4 entra un pò di caldo che si appiccica sulla mia pelle nuda...sensazione + sgradevole non conosco!  Finalmente mi son deciso a chiuderla completamente, lasciando la stanza in una penombra invitante, se non fosse per il rumore in sottofondo di macchine che sfrecciano e motorette che sgasano. Il giorno è davvero odioso. E il rumore del messenger che ogni 2 minuti segnala l'arrivo di un nuovo contatto fa il resto. Devo fare uno sforzo e ...."tinnn", Eddy è in linea..."tinnn" Laura idem..."tinnn"..."tinnn" ....4 in 30 secondi, un record!
    Come era ovvio che fosse, oggi ho abbandonato la postazione e mi ci rimetto solo adesso che è notte e tutto tace (tranne il deumidificatore che rinfresca la stanza e la mia testa, produttiva come non mai): continuerei fino all'alba ma ho paura che mamma non sarebbe molto d'accordo, dovendo guarire da una mononucleosi.
    Volevo comunque scrivere dell'ultima cosa in ordine di tempo che mi ha colpito, ieri pomeriggio, quando mi sono trovato per caso a discutere di principi e valori. Il tema è la verginità. E affini. Di solito, dopo un titolo così altisonante, ci si aspetta un discorsone in pompa magna, uno di quelli che ho sempre detestato, trovandoli quanto mai noiosi e ripetitivi, roba che solo un pater familias ottocenteco o un vecchio prete arteriosclerotico oserebbe tanto! Invece no, non sarò io a proporre dispense di catechismo, in questo caso contano più gli "affini" che non il fatto in sé.
    Si parlava di ragazze facili, di comprensione del momento giusto, di educazione dei propri figli e tante altre belle cosette. Essendo, di primo acchitto, una persona molto istintiva, non avrei potuto lasciar passare il discorso così. Già la nozione di ragazze facili (un'espressione che mi è stata ripetuta + volte, e ...udite udite... nemmeno da un maschio) ha su di sé il marchio indelebile del maschilismo imperante di cui questa società è vittima (ancora nel 2006? Beh...il fatto che il moralismo sia diventato un cardine della nostra amata Chiesa, lei sì profondamente maschilista, certo non aiuta a liberarci dai luoghi comuni, ma anzi induce i beneamati fedeli ad abbondare con le etichette). Il ragazzo "che se ne fa molte" è un figo, la ragazza "che se ne fa molti" è una facile, se non una troia. Lo è in un ambiente bene come il Visconti (pieno centro di Roma), figurarsi nelle periferie più malfamate e povere. O nei paesini di campagna. La verità è che tutta la nostra cultura si basa sul sesso, ed è per questo che noi oggi ci troviamo, con disarmante facilità, a definire la facile, la zoccola, la vergine, la suora del gruppo! Risentiamo così tanto dell'influsso del "pensare bene" che anche il linguaggio ne risente visibilmente!
    Ma non solo. Io credo che il ritorno dell'ondata di moralità (come x la Contro-Riforma, i fenomeni di reazione sono sempre più intensi di quelli originali) abbia portato la nostra testa ad elaborare delle "regole personali" che si ritengono universali, ossia si tende a pensare che i nostri convincimenti possano e/o debbano andar bene x tutti. Solo che stavolta, fatta eccezione ovviamente per i Testimoni di Geova o i volontari della GMG, il riferimento alla dottrina ecclesiastica è velato, implicito, c'è forse una sorta di pudore: insomma risentiamo di Ruini ma non lo diciamo, andremmo d'accordo con Casini ma ci definiamo moderati. Quando poi sento parlare di insegnamento alla comprensione del momento giusto, mi sento come quando Fratel Cesare nell'ora di Religione (anni 12) mi voleva INSEGNARE che 7 era un numero perfetto. Scoramento! L'amore è. Punto. Non vado avanti perchè cosa sia non lo so, sfido a trovare una risposta. Impulso. Pathos. Emozione. Battito. Come faccio ad insegnare un battito? E come faccio a COMPRENDERE un battito? L'amore è ciò che mi spinge a vivere, proprio come il mio cuore che batte. Ma lo fa da solo, autonomamente, non son certo io ad averlo ammaestrato. Su che basi io potrei dare un monito ai miei figli? Trovate scandaloso che un adolescente di 14 anni faccia sesso? Li potrei avvertire che avere una soglia limite è cosa buona e giusta, oppure che al di là dell'età conta la maturazione personale...e quindi? Tradotto in parole che loro possano capire? Io penso che la voglia di trasgredire, il più presto e il più eclatante possibile (cioè quello che angoscia tanto il buon genitore rigoroso), nasca proprio dalla paternale che attende i nostri figli! E' come il fumo. Una madre proibisce di fumare e tu per sentirti figo e al pari del tuo gruppo appena 6 a scuola vai in bagno e ti riempi di canne...regolare! Estrazioni diverse, culture diverse, mentalità diverse, ma il risultato è sempre e solo uno: più reprimi e più tuo figlio si ribellerà alla repressione, più nascondi e più tuo figlio vorrà scoprire cosa gli è stato nascosto. A me mamma non ha mai vietato un cazzo e infatti io non ho mai fumato, e quei 5 tiri che ho dato a 15 anni erano per scoprire il gusto - repellente - della sigaretta....anzi ringrazio il cielo di averli dati perchè mi hanno sviluppato un'intolleranza al fumo passivo che prima non avevo, e i miei polmoni ringrazieranno! Io ai miei figli dirò che far l'amore è la sensazione più bella che ci sia nella vita (magari a pari merito con un goal vittoria al 95° del Napoli, così mi crescono pure azzurrini..), e che quando incontreranno il partner giusto e insieme vorranno farlo sarà sicuramente una cosa giusta. Tutto ciò che è amore è giusto. Ovviamente spiegherò loro i rischi e le precauzioni, in modo che sappiano sempre cosa fare e non si debbano poi pentire di un gesto avventato. Questa per me è responsabilità. Come si può pretendere che il figlio sia responsabile se non è prima di tutto libero? Conditio sine qua non. Libero e responsabile.
    Tornando alle ragazze facili, questa obrobriosa definizione, io penso che se mia figlia volesse farsi 5 ragazzi contemporaneamente io sarei felice per lei (a parte l'iniziale gelosia paterna): basta che sia libera e consenziente! La sua vita sessuale la deve decidere lei, non un altro. Questo è l'unico requisito. Un genitore non deve imporre la sua visione del mondo o dettare delle regole fideistiche (più che moralità, questa è fede cieca in qualcosa di mai scritto!), ma lasciar vivere i propri figli stando attento alla loro incolumità e non facendo mancare mai affetto e sostegno. Se io riuscirò ad essere così, allora sì che mi sentirò realizzato!
    Per quanto riguarda la verginità in sé per sé, invece, penso che questa sia un valore fittizio datole (e quando ti sbagli) dalla religione: per la donna (e per l'uomo, ma lo si tende a dimenticare...sempre x logiche maschiliste) segna il passaggio da bambina ad adulta, mi è stato detto. A parte che, sinceramente parlando, ridurre tutte le esperienze di vita adolescenziali al sesso m sembra francamente farsesco, per cui avrei forti dubbi sull'individuazione di questo passaggio. Anche perchè siamo sicuri che diventare adulte sia una tappa definita e non, magari, un processo più lento e graduale, variabile da bambina a bambina? E poi come la mettiamo con le ragazze violentate? O con quelle che decidono di rimaner vergini fino al matrimonio (altro bell'esempio di lavaggio del cervello fideistico...)? Insomma, la storia del passaggio lascia il tempo che trova, ma andiamo avanti. Il vero dramma è che, fin dalla notte dei tempi, si è costruito un culto sopra una cosa che neanche esiste! Cioè giusto nell'antichità, nel mondo divinizzato, quando tutto ciò che accadeva era segno di trascendenza, si poteva pensare che la donna dovesse essere candida e pura (di conseguenza la verginità diventava una virtù), e che solo le donnacce poco di buono osavano farsi "violare e contaminare" (perchè il sesso è contaminazione....lo pensa ancora oggi la Chiesa...roba da pazzi!) prima del matrimonio! Ora se questa non è una fisima astrusa, io non lo so...c'è gente che dopo il rapporto sessuale va immediatamente a farsi una doccia per liberarsi dall'infamia....e io ricordo l'anno: duemilaesei d.C.
    Per cui, alla fine di tutto, mi chiedo: che valore è la verginità? E soprattutto: una ragazza violentata ha perso la sua virtù o cosa? Quando smetteremo di giudicare il sesso (di cui ci vergogniamo solo a pronunciarne il nome) come un male da lenire o un trauma da assorbire? Per quanto tempo ancora parleremo di "ragazza vergine" intesa come non avviata ai piaceri sessuali, e non nel suo senso forse più puro, attribuendo alla verginità risvolti un pò meno limitati? Quando si potrà assistere ad un cambiamento di mentalità, scevra da ogni condizionamento, che se proprio si deve mettere un freno alla libertà ed ai piaceri almeno lo si faccia in maniera epicurea, non moralistica! Le nostre azioni non siano dettate da valori astratti, inseguendo chissà quale virtù, ma dalla "ricerca del benessere del corpo e della serenità dell'animo" ....la via della felicità!
     
    Sono le 6.20 più o meno, mamma è già arrivata a farmi la predica e io posso andarmene a letto.