Rieccomi qui, torno a scrivere dopo più di 4 mesi e non so bene neanch’io perchè lo faccio.
Prima di tutto mi rivolgo a quanti hanno avuto, fin dalle origini di questo blog, la pazienza e la voglia di sbirciare, leggere e appassionarsi ai miei scritti. Ognuno di voi è stato importante, dal primo all'ultimo lettore (e spesso commentatore), perchè un'opera per quanto possa essere perfetta non può considerarsi completa se non vi è qualcuno per cui essa acquista significato. Voi avete dato il senso ultimo allo scorrere delle mie parole, avete trasformato un continuum incessante di scrittura (incessante in tutti i sensi, vista la lunghezza degli interventi :)) ) in qualcosa capace di suscitare emozioni: questo secondo me è il fine ultimo dello scrivere, l'arte che ogni scrittore (compreso un semplice appassionato come me) ricerca, e proprio di questo vi ringrazio sinceramente!
A questo blog tengo molto e se ho saputo offrirvi un prodotto quantomeno decente il merito è di chi, giorno dopo giorno, con saluti, annotazioni, apprezzamenti, critiche e - perchè no? - anche con gli stupidissimi commentini stile "ehi ho lasciato la mia impronta, ora passa nel mio blog", ha voluto dedicare qualche minuto del suo tempo alla lettura di questo spazio!
Ho sempre ricercato nuovi possibili spunti di riflessione e alcune osservazioni lette qui sopra mi hanno piacevolmente colpito, il che mi ha dato la possibilità sia di di migliorarmi sempre in quello che vorrei diventasse un giorno il mio lavoro, sia di conoscere persone interessanti, diverse e stimolanti. E’ proprio per questo che mi spiace non aver potuto, nel corso di questi mesi, come avrei voluto…tengo salvata nei preferiti una lunga lista di blogs che indubbiamente meritano, ma sfortunatamente mi è sempre mancato il tempo di visitarli con costanza. Per non considerare che la mia infinita lentezza nel produrre un benchè minimo pensiero scritto si è rivelata un ostacolo insormontabile per ogni corrispondenza :))
La cosa per cui mi scuso maggiormente, tuttavia, è per essere sparito così bruscamente: in fondo ogni pubblicazione oltre ad essere un piacere per l'autore è anche un tacito impegno con il lettore a farne seguire sempre di nuove! Io invece sono 4 mesi che non mi sono fatto più vedere e questo mi pesa. In realtà di eventi che hanno colpito la mia attenzione ce ne sono stati talmente tanti che potrei riempire pagine e pagine con racconti e pensieri sui temi più svariati. Ma non credo sia lo stesso.
Tutto è nato da quando il mio pc ha deciso che connettersi al sito di windows media space era un’operazione paragonabile più o meno allo sbarco sulla Luna di Armstrong e che per scrivere un semplice commento ci volevano 2 ore se tutto andava bene: insomma, con queste premesse (con le quali ho convissuto per qualche mese) l’ispirazione non può che scemare o, per meglio dire, avere un crollo verticale come ce l’avrebbe il desiderio sessuale dell’uomo più eccitato al mondo di fronte ad un intenso odore di cipolla proveniente dalla bocca del suo partner!
Da allora non ho più pubblicato nulla, ho iniziato ad usare un nuovo computer portatile (Macintosh, senza possibilità di formattazione per il blog…anzi ne approfitto per scusarmi di come vi apparirà questa pagina...non dipende da me) e in un primo momento mi salvavo gli interventi già scritti o comunque cominciati. Poi, visto che i mesi passavano, la directory era diventata piena (è frustrante non poter completare ciò che si produce) e non mi decidevo a cambiare sistema operativo, ho proprio smesso di scrivere e di controllare il mio spazio e quello degli amici. La mia tendenza al perfezionismo, ormai sempre più patologica, non concepiva tutto questo. E avendo meno tempo a disposizione (l’ho sempre detto io che i periodi più fecondi per la scrittura e la riflessione sono quelli di solitudine, di malinconia, di dolore… di cosa potrei parlare ora che sono felice?), anche la voglia di analizzare e scandagliare ogni sensazione o ricordo è passata. Puff! Svanita nel nulla.
Lo considero triste, molto triste. Però ancor più triste è che nella mia testa ci sia come una nebulosa che mi rende tutto opaco, non mi lascia vedere attraverso e non vuole andarsene. Sento di essere nel torto e mi sento in colpa, ma non so come andare avanti. Non ci riesco! Anzi, sono proprio quelli il problema: i sensi di colpa con i quali mi sembra di convivere da anni e che mi affaticano il respiro più della stessa deviazione al setto nasale. Io vivo nel perenne senso di colpa! Purtroppo è un argomento di cui ne dovrei parlare ben più a lungo e più seriamente, e non su di un blog ma semmai da un analista. Quindi per il momento taccio, tenendo per me lo sfogo che mi ritornerà appena deciderò di riaprire il librio di Psicologia.
Ringrazio ancora chi in questo periodo si è interessato alla mia situazione e mi ha lasciato dei commenti fin troppo carini e gratificanti: a volte mi sono chiesto se era il caso di riprendere a scrivere, poi mi sono detto che farlo tanto per non mi va. Non sarebbe giusto e non mi soddisferebbe. Ora che il blog non ha più la priorità assoluta (fin quando stai da solo oltre a studiare non hai altro - e io veramente non pensavo ad altro! - ma quando conosci un angelo anche la tua passione più grande passa in secondo piano), non so se e quando riuscirò a ritrovare lo spirito giusto, e soprattutto la testa, per ributtarmi in questo fantastico mondo…magari sarà dopo la mia laurea, e lo dico dispiacendomene perché so che non manca poco…
Non è un caso che abbia deciso di scrivere proprio oggi, 24 agosto 2007, che è arrivato il decimo anniversario. Sembra ieri, eppure sono già 10 anni. Come quelli per cui mi scrivesti la lettera su cui poggio le mani ogni giorno…”oggi compi i primi dieci anni della tua vita”: eh sì nonno, oggi compi dieci anni della tua nuova vita! Qualunque sia, meglio di questa è di sicuro, non che ci voglia molto...!
Qui è sempre un inferno, pure se siamo nel 3° millennio che tu non hai mai visto, anzi…direi che ogni anno che passa peggioriamo. E se non fosse già abbastanza di merda di per sé, ci pensano gli uomini a far precipitare il mondo. Le persone continuano a crepare di tumore e la scienza, al di là del suo stupido orgoglio, non sa dirci neanche come nasce!! L’unica spiegazione che ci danno è che la cellula “x” IMPAZZISCE! Ahahahah, dovrei piangere ma mi viene da ridere. In compenso però si moltiplicano i vendicatori mascherati che uccidono i rispettivi figli, fidanzate e madri a suon di pentolini e via discorrendo… Ahhh che bellezza!
A volte mi chiedo se l’amore non porti il dolore nel suo stesso dna! Voglio dire: se l’amore è, e lo è, l’unica eccezionale ragione per non mandare tutto affanculo e suicidarsi in massa, beh…ma dimmi tu che paradosso! Dobbiamo vivere la cosa più spettacolare che abbiamo (come se ne avessimo altre 100…!) consapevoli che da un momento all’altro finirà e non sappiamo neanche quando, così spesso e volentieri neanche ce la gustiamo fino in fondo: e non è “sfiga” questa? Per dirla come te, è proprio un cazzo di capolavoro!
In questi giorni ho riletto il post che ti scrissi un anno fa, mi è venuto nuovamente da piangere e ora l’ho stampato; volevo metterlo accanto ai fiori al cimitero ma mi sono accorto che sono 6 pagine e quindi non è possibile: per ora è in una busta sulla mia scrivania, poi si vedrà. Mamma vuole che lo legga il 29 settembre, come inizio della festa, così quando arrivano tutti gli zii/cugini (a proposito, se tutti aderissero saremmo in 35 tra casa e terrazze) io dovrei leggere quella lettera… Lo so che tutti saranno qui per festeggiare San Michele, lo so che sarebbero tutti contenti e che il pianto è anche un’espressione di gioia, ma io non voglio mettermi in mostra, non voglio fare uno spettacolino o tantomeno recitare la poesia di Natale. Quindi non mi piace molto l’idea, ed è per questo che finora non l’ho letta neanche a nonna o zio. Vedremo.
Oggi in Chiesa c’era un prete extracomunitario, strano ma bello…sono contento che siano venuti anche zio, zia e Michele (anche se in ritardo, infatti ero dispiaciuto non vedendoli all’inizio) e mi fa piacere che sia stata proprio la nostra telefonata di ieri sera a fargli cambiare idea. La Messa non è solo un ritrovo per credenti, ma anche un fatto sociale…e oggi sapevo che ci volevo essere più di ogni altra cosa al mondo e volevo starci con la Famiglia. Ultimamente mi sono reso conto che mio zio mi stima veramente molto, gli piace parlare con me e vuole sapere sempre il mio parere (ancor di più di quello degli altri) su alcuni saggi…tutto questo mi rende molto orgoglioso, ora il nostro rapporto diventa consapevole e non si limita più alla semplice ammirazione aprioristica da parte mia, ma vengono fuori tutte le nostre somiglianze nel carattere e nelle credenze.
Sai nonno, oggi e l’altro ieri erano le prime 2 volte che entravo in una Chiesa (quanto tempo sarò passato?) senza fregarmene assolutamente nulla di ciò che diceva il prete o del ciù-ciù-ciù-ciù delle vecchiette: ma, secondo te, eravamo più sinceri noi due o il resto dei fedeli? Eravamo più vicini a Dio(?) noi o loro? Lo so, provocazione inutile…ma resta il fatto che in questo tu eri come noi. E questo mi basta.
La mia preghiera non serve, ma tu stammi ancora più vicino del solito. Ne ho tanto bisogno, ora più che mai che mi sento perso e non vorrei buttar la mia vita alle ortiche. Mi manchi Nonnò, mi manchi tanto!