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30 giugno

il signore del calcio

 
Torna a parlare Zdenek Zeman, neo allenatore del Lecce e da sempre uomo "anti-sistema". Il tecnico boemo parla del maxiprocesso, i giudici, la cupola, le intercettazioni, la stampa e il calcio da salvare.

Zeman, oggi comincia il maxiprocesso...
«Dopo tanti anni di trucchi, imbrogli, bugie, inganni e illeciti non casuali ma di Sistema, ora c’è finalmente la possibilità di cambiare quel Sistema, di fare calcio in maniera diversa, di farlo tornare solo uno sport. Hanno distrutto la credibilità di un gioco che il popolo ha eletto come propria principale passione e veicolo di sentimenti. Chi dovrà giudicare adesso e chi si ritroverà a fare calcio da domani ha il dovere di riportare in prima linea i valori morali da trasmettere alla gente affinchè il mondo del pallone non sia più il mondo esasperato che abbiamo vissuto negli ultimi 10 anni; gli stadi non siano più zone di guerra e territorio di lotta politica; e nei bar o nelle piazze si possa tornare a parlare di calcio, di giocatori, di tecnica e di tattica e non più di processi, corruzione, sudditanze, bilanci truccati o atleti dopati. Se invece si perde anche questa occasione...»

La credibilità del calcio muore definitivamente?
«La credibilità è già morta. Ora si deve decidere se si vuole rinascere. Vediamo se c’è la voglia di rinascere».

Lei che ha sempre denunciato tutto prima, pensava davvero fosse tutto così organizzato?
«Otto mesi di intercettazioni sono solo un piccolo squarcio di quanto è successo negli ultimi 10 anni. Perchè è accaduto molto di più di quanto oggi leggiamo...».

Proviamo a raccontare?
(La pausa è lunga, e negli occhi traspare l’amarezza)«Eh...Come lo spieghi a milioni di persone un imbroglio simile?»

Dieci anni...
«Oggi guardiamo la punta dell’iceberg ma tra A, B e C abbiamo vissuto dieci anni di scandali continui, figli e collegati al famoso Sistema. Il doping, i bilanci truccati, le plusvalenze, le iscrizioni fasulle, le fidejussioni, i passaporti falsi, la suddivisione dei diritti tv, i rapporti con le banche, le scommesse, i reucci del mercato, gli arbitri sudditi, la giustizia ingiusta, i conflitti di interessi... Decine di scandali insabbiati, sommersi, mai risolti. Con tutto il rispetto per chi in certe tragedie ha perso la vita, il calcio italiano è pieno di casi Ustica e Piazza Fontana. Tre anni fa, dopo una mia intervista, vennero a interrogarmi quelli dell’Ufficio Indagini, mentre sottolineavo le anomalie e gli scandali mi risposero, con mia grande sorpresa ed amarezza, che erano "chiacchiere da bar". Con questa scusa hanno spesso evitato di aprire inchieste, indagare, punire. Oggi non possono più dire che sono chiacchiere da bar, oggi ci sono le prove, oggi devono giudicare».

Cosa si aspetta?
«Per anni ho continuato a dire la mia, senza aspettarmi niente. Ma oggi mi chiedo come possano insabbiare tutto questo. Bastano le intercettazioni, ci sono prove inconfutabili. I regolamenti esistono e sono chiari: mi aspetto che venga sanzionato chi non li ha rispettati».

Cosa l’ha stupita o indignata di più di calciopoli?
«Che tutti continuano a dichiararsi innocenti. Nessuno ha detto: scusate abbiamo sbagliato. Sembra che nessuno abbia trasgredito le regole. Continuano a prenderci in giro, non è cambiato niente: prima negavano davanti alle supposizioni, ora negano davanti ai fatti».

Lo ha fatto anche Moggi, piangendo, a Ballarò...
«Finora da chi è stato indagato, interrogato, intervistato ho sentito solo tante bugie, omissioni, reticenze. Le lacrime di Moggi? Io penso a quanta gente ha fatto piangere lui. Dice che gli hanno rovinato la vita? Chiedetevi quante ne ha rovinate lui. Ci sono presidenti falliti, carriere condizionate negativamente, calciatori che si sono detti ricattati, campionati falsati».

Cosa vorrebbe dire ai giudici?
«Spero che si rendano conto di quanto è stato fatto, di come è stato condotto il calcio italiano. Spero che sentano sulla pelle la rabbia della gente, che sta dimostrando di volere un calcio pulito. Non chiedo giustizialismo, ma giustizia. Quella che per tanti anni è mancata. Prendano le loro decisioni senza farsi condizionare dall’importanza dei club coinvolti, ma solo dai reati commessi. In base ai regolamenti per casi meno importanti di quelli evidenziati dalle intercettazioni si subiscono pene severe. La giustizia sportiva ha una grande occasione, anche se parte della stampa continua a sottovalutare la gravità del caso».

Quella che sostiene che le sanzioni dovranno tener conto della straordinarietà del caso?
«La giustizia deve valere per tutti allo stesso modo, sempre».

La Gazzetta ha previsto «Solo la Juve in B»
«Perchè si deve parlare di serie B? Esiste anche la C2. Chi ha sbagliato paghi per ciò che ha fatto...»

Juve, Milan, Lazio, Fiorentina. Si sta mettendo 20 milioni di tifosi...
«Il vero tifoso ama la propria squadra in qualsiasi categoria essa giochi. L'importante è il modo in cui si partecipa ad una competizione. Dovrebbe dare più piacere una vittoria ottenuta con le sole proprie forze anche in una categoria inferiore, di un successo "importante" ottenuto con mezzi illeciti».

Eppure ci sono anche tifosi che inneggiano ai propri dirigenti implicati.
«Questo perchè la mentalità della vittoria ad ogni costo ha trascinato sulla cattiva strada anche una parte della tifoseria sbagliata. Spetta a chi dovrà gestire il calcio e far rispettare le regole riportare i giusti valori, cambiare quella mentalità».

Tra i club non coinvolti c’è chi chiede lo scudetto, chi pretende un ripescaggio in A.
«Ognuno farà valere le sue ragioni, ma per come la vedo io giustizia deve essere fatta innanzitutto non per risarcire questo o quel club, che magari negli ultimi anni ha altri scheletri nel proprio armadio, ma per risarcire (cosa impossibile di fatto...) la gente. Si deve dare un esempio alla grande massa di sportivi sani che si vuole tornare a fare calcio pulito. I regolamenti lo permettono».

Moggi, Giraudo, De Santis, Carraro, Mazzini, Lanese, Bergamo, Pairetto... Per la procura di Napoli hanno creato e rappresentato la “cupola”. Cosa pensa di loro?
«Vorrei che certi personaggi che hanno fatto tanto male al calcio non fossero mai esistiti. E mi auguro che non esistano più in futuro figure così. Credo che loro ed altri dirigenti vadano radiati. Invece noto che alcuni hanno addirittura mantenuto le cariche per l’organizzazione degli Europei 2012: complimenti... Ma soprattutto mi auguro che aumenti il numero di quelli che si possanno opporre a certa gente. I disonesti in ogni ambiente, in ogni epoca ci sono sempre stati, ma le mele marce possono essere escluse. Il calcio invece li ha protetti e tanta, troppa gente ha preferito mangiare insieme a loro».

Lei si è opposto, subendone le conseguenze...
«Non voglio farne un caso personale. Io ho solo cercato di aiutare il calcio a tornare pulito. Il mio modo di agire ha spesso messo in difficoltà anche le società che mi hanno ingaggiato. E questo mi dispiace. Ho trovato comprensione e appoggio dai tifosi, che considero il mio mondo, mentre ho trovato solo ostilità dalle istituzioni. E dagli altri tesserati sono stato isolato».

Come ha reagito davanti a tante intercettazioni in cui si parla, male, di lei?
«Non avevo bisogno di leggere le intercettazioni per sapere certe cose su di me. L’ho constatato sulla mia pelle quello che mi veniva fatto...».

E in generale delle Intercettazioni e del loro utilizzo cosa pensa?
«Che senza le intercettazioni tutto sarebbe continuato come prima, nonostante la buona volontà di pochi e qualche libro che isolatamente ha raccontato cosa accadeva. Ritengo dunque utili queste intercettazioni e mi da fastidio che molti sostengano che è grave che siano state pubblicate sui giornali e non si indignino invece per il contenuto di quelle intercettazioni...».

Come giudica il comportamento della stampa?
«Sto leggendo fondi indignati scritti con 5-6 anni di ritardo. Dov’erano allora certe penne e certi direttori? La stampa ha il compito di controllare ed educare. La quasi totalità, non l’ha fatto. Ci sono giornalisti pesantemente invischiati, eppure non mi risulta ci siano stati provvedimenti da parte del loro Ordine, così come non mi sembra siano stati sospesi certi agenti dei calciatori. Non basta concentrarsi sulla testa del "mostro", c’è anche il resto del corpo...».

Chi rappresenta le braccia, le gambe, la coda del mostro?
«Sono tanti. Da tutti quei dirigenti, dg e ds, che erano stati messi dal Sistema all’interno dei club e continuano a lavorare, a chi continua a gestire il mercato dei calciatori, fino agli oscuri funzionari all’interno del Palazzo che hanno fatto carriera grazie alla loro collusione col sistema o alla loro omertà».

C’è del marcio in Danimarca, ma se tutto è marcio?
«Bisogna ripulire e ricominciare daccapo. I mastini che difendevano il Sistema dicevano sempre: dove sono le prove? Eccole le prove, ora ci sono. Vediamo che uso ne faranno».

Galliani è stato l’ultimo a cedere dimettendosi dalla Lega.
«Era già anomalo che fosse presidente di Lega, non doveva aspettare un deferimento per lasciare quella poltrona. Ho letto che finalmente si è levato un problema. Ma se era un problema perchè ci teneva tanto a stare lì?».

Lippi ha resistito alla buriana ed è rimasto ct azzurro.
«Dai sondaggi è emerso che la maggior parte dei tifosi non si riconosce in certi personaggi. Ci sono delle forti anomalie all’interno della Nazionale e ho ascoltato conferenze stampa di giocatori a dir poco imbarazzanti. E’ mancato il coraggio di eliminare certe anomalie. Si vede che il risultato è sempre più importante della moralità».

Una vittoria al Mondiale potrebbe condizionare il Processo?
«Spero di no. Mi auguro che il Mondiale non sposti l’attenzione e di questo processo ci si occupi di meno. Perchè questo scandalo è gravissimo».

Lei potrebbe essere presto chiamato da Borrelli.
«Se mi chiamerà, mi presenterò volentieri... Una cosa è sicura: io non ci vado da indagato».

Zeman, ora si parla di sanzioni, ma il bottino, e non parlo solo di scudetti ma di soldi, verrà mai restituito?
«Su quello deciderà la giustizia ordinaria. E’ vero c’è stato un saccheggio e c’è chi si è creato delle fortune, ma è un’altra la loro colpa maggiore. Hanno rubato molto più dei soldi: hanno rubato i sogni di milioni di persone».
 
27 giugno

SI DIEGO ES FELIZ SOY FELIZ TAMBIEN YO

 
Vamos, vamos, Argentina
vamos vamos a ganar
que esta barra quilombera
no te deja no te deja de alentar
 
26 giugno

Juve doping...altro che Epo

 
.......i giocatori juventini si facevano di ERO...IN...A!!
 

Basta poco, che ce vò?

25 e 26 Giugno Referendum riforma della Costituzione

La Costituzione è la legge fondamentale della Repubblica Italiana che disciplina i principali diritti e doveri dei cittadini e le funzioni dei più importanti organi dello Stato.

La riforma interessa ben 50 articoli su 139

Sono stati completamente modificati i rapporti tra Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica, nonché quelli tra Stato ed Enti locali.

Un completo stravolgimento delle regole che disciplinano i rapporti tra questi organi sin dall'entrata in vigore della nostra Costituzione, il 1° gennaio 1948.

Se la riforma sarà approvata dai cittadini, l'Italia non sarà più una Repubblica parlamentare, la vita politica ruoterà intorno alla figura del Primo Ministro. L’introduzione di un’accentuata autonomia regionale in delicate materie quali la scuola e la sanità potrebbe minacciare i principi di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e di unità e indivisibilità della Nazione.

La Costituzione fu approvata nel 1948 con una maggioranza di circa il 90% dei componenti l'assemblea.

In Europa ha rappresentato un modello cui si sono ispirate molte costituzioni approvate nella seconda metà del Novecento.
La riforma alla Costituzione invece è stata approvata da meno dei 2/3 dei parlamentari.

La Costituzione è composta da 139 articoli suddivisa in due parti, precedute da 12 articoli che costituiscono i "Principi fondamentali".

La seconda parte della Costituzione - quella oggetto della radicale modifica approvata dal Parlamento - è dedicata all'ordinamento della Repubblica e dei suoi tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario.

Come cambierebbe la Costituzione.

La divisione di competenze legislative tra Stato e Regioni

L’articolo 117 della Costituzione Italiana disciplina la ripartizione delle competenze legislative tra lo Stato e le Regioni, prevedendo materie che sono di competenza esclusiva statale (per esempio la politica estera, i rapporti internazionali, l’immigrazione, la difesa, la sicurezza dello Stato, le leggi elettorali, la giurisdizione, l’ordinamento penale e civile, le norme generali sull’istruzione, la tutela dell’ambiente ecc.) e materie di competenza “concorrente” nelle quali il potere legislativo spetta alle Regioni, pur essendo riservata allo Stato la definizione dei principi fondamentali (per esempio il commercio con l’estero, la tutela e la sicurezza del lavoro, l’istruzione, la ricerca, la tutela della salute, l’alimentazione ecc.).Questa è la disciplina attualmente in vigore.

Con la riforma costituzionale approvata ora dal Parlamento si sono ampliate le competenze legislative regionali (riducendo quelle statali) affidando espressamente alle Regioni in via esclusiva alcune importanti materie (la cosiddetta devolution).

In particolare, non è più prevista la competenza concorrente Stato- Regioni in materia sanitaria.

È inoltre prevista la competenza esclusiva regionale in materia di “organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione”. Infine, è attribuita alle Regioni la competenza legislativa in materia di “polizia amministrativa regionale e locale”.

La salute e l’istruzione sono diritti sociali fondamentali per i cittadini, e desta preoccupazione la sottrazione di questi settori al controllo centrale dello Stato.

La competenza legislativa esclusiva ora attribuita alle Regioni in materia di “assistenza e organizzazione sanitaria” e di “organizzazione scolastica e formazione” potrebbe determinare diversi regimi di accesso alle prestazioni sanitarie o agli istituti scolastici per i residenti e i non residenti in una determinata Regione.

 

La composizione e il funzionamento del Parlamento

La riforma costituzionale interviene sulla composizione e sul funzionamento del Parlamento

L’ATTUALE STRUTTURA DEL PARLAMENTO E IL SUO FUNZIONAMENTO

La nostra Costituzione demanda il potere legislativo dello Stato al Parlamento, composto da due distinti rami, il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati. Pur avendo una composizione numerica diversa di parlamentari, le due Camere hanno le medesime funzioni, così che ogni legge deve essere sempre approvata, nello stesso testo, da ciascuno dei due rami del Parlamento. Si dice, perciò, che l’attuale sistema realizza il bicameralismo perfetto.

COME CAMBIA IL SENATO

La riforma costituzionale modifica significativamente il sistema bicamerale.

Il Senato, che prende il nome di Senato Federale, sarà eletto su base regionale, in concomitanza con il rinnovo dei singoli Consigli Regionali e dovrà garantire la rappresentanza territoriale di tutte le Regioni. Poiché le elezioni dei Consigli Regionali non avvengono tutte contemporaneamente, il Senato diventerà un organo permanente, soggetto a rinnovi parziali in dipendenza della vita dei singoli Consigli Regionali e non avrà quindi più una durata predeterminata.

Due sono le caratteristiche più rilevanti del nuovo Senato:

L’assenza di un rapporto di fiducia con il Governo.

• La conseguente indifferenza del Senato rispetto allo scioglimento anticipato (previsto solo per la Camera dei deputati).

 

IL BICAMERALISMO IMPERFETTO

La modifica più significativa riguarda le competenze legislative attribuite a ciascuna delle due Camere.

È previsto, che, vi siano leggi perfettamente bicamerali, per le quali rimane (come oggi) la competenza di entrambi i rami del Parlamento, e leggi solo eventualmente bicamerali, così definite perché sono devolute alla competenza di uno dei due rami del Parlamento e per le quali l’altra Camera ha solo il potere di proporre modifiche.

È evidente un primo passo verso l’indebolimento del sistema parlamentare.

In conclusione, il nuovo Senato è considerato un organo di rappresentanza territoriale o regionale, non interviene nell’approvazione di tutte le leggi e anche quelle per cui è prevista la sua competenza possono essere attribuite dal Governo alla Camera, per impedirne la mancata approvazione.

Il risultato che ne deriva è quello di un sistema complesso e farraginoso, nel quale uno dei due rami del Parlamento, il Senato, viene depotenziato e, essendo svincolato dal rapporto di fiducia con il Governo, può vedersi sottrarre competenze in favore della Camera dei Deputati che, invece, viene a essere assoggettata ai voleri del Primo Ministro.

 

I rapporti tra Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica

I POTERI DEL GOVERNO E DEL PRIMO MINISTRO

Il Primo Ministro è designato dagli elettori, non più come capo di una coalizione ma come premier assoluto.

Il Primo Ministro ha il potere esclusivo di scelta dei Ministri che formano il Governo, rimanendo al Presidente della Repubblica solo un intervento di ratifica e di presa d’atto delle scelte del premier (oggi è il Presidente della Repubblica a nominare i Ministri su proposta del Primo Ministro).

La sola Camera dei Deputati vota il programma presentato dal Primo Ministro assicurandogli il potere di attuazione dello stesso (non è quindi più previsto il voto di fiducia delle due Camere).

• La sfiducia, che può essere votata dalla sola Camera dei Deputati nei confronti del Primo Ministro, lo obbliga alle dimissioni, ma queste determinano lo scioglimento della Camera e la fine della legislatura.

 

La legislatura è inscindibilmente legata al Primo Ministro, il quale ha il potere sostanziale di scioglimento della Camera dei Deputati, il Capo dello Stato non può procedere autonomamente allo scioglimento.

Il progetto di riforma, non solo costituzionalizza il “premierato”, ma determina un legame strettissimo tra la legislatura e la persona del Primo Ministro, rendendo praticamente impossibile la sua sostituzione anche nel caso sia responsabile di fatti gravi.

 

Le modifiche alla composizione della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale, prevista e disciplinata agli articoli dal 134 al 137 della nostra Costituzione, è un organo che, assume, unitamente al Presidente della Repubblica, funzioni di supremo garante delle norme costituzionali.

La Corte Costituzionale, inoltre, giudica degli addebiti mossi al Presidente della Repubblica che sia messo in stato d’accusa dal Parlamento per “alto tradimento” e “attentato alla Costituzione”.

Come si vede, proprio per la delicatissima funzione che svolge e per la posizione di equidistanza che deve mantenere da ciascuno dei poteri dello Stato, la Corte Costituzionale deve godere della massima indipendenza.

Per questo la nostra Costituzione prevede che, dei quindici giudici che la compongono, cinque siano nominati dal Presidente della Repubblica, cinque vengano eletti da Camera e Senato in seduta comune e cinque dai giudici delle supreme magistrature.

La legge di riforma costituzionale appena approvata dal Parlamento altera la composizione della Corte Costituzionale, perché, lasciando immutato il numero dei giudici, prevede che al Presidente della Repubblica e alle supreme magistrature sia demandata la nomina di quattro giudici ciascuno, attribuendo così al Parlamento il potere di nomina dei restanti sette giudici.

Sette giudici su quindici saranno quindi di nomina strettamente politica.

L’alterazione dell’originaria ed equa tripartizione delle nomine non può assumere altro significato che quello di garantire un maggiore controllo politico sulle decisioni della Corte Costituzionale, tentando di minarne il ruolo di supremo e indipendente custode delle norme e degli equilibri costituzionali.

 

ORA TOCCA A CIASCUNO DI NOI ESPRIMERE LA PROPRIA VOLONTÀ

Il voto referendario è un compito di grande responsabilità che ognuno deve assolvere con piena consapevolezza.

Cambiare la Costituzione è un affare molto serio, che non può essere delegato a nessuno.

È la stessa Costituzione che vuole che i cittadini esprimano la loro volontà, prescindendo dalle posizioni assunte dai parlamentari.

Non soltanto, quindi, è indispensabile partecipare al voto, ma è necessario che ciascuno di noi conosca effettivamente quali sono i cambiamenti in atto ed esprima la propria opinione. Il referendum non è soggetto ad alcun quorum per la sua validità (non è necessario, quindi, che partecipi la maggioranza degli aventi diritto al voto, come avviene per i referendum abrogativi) e non è previsto un voto per ciascuna modifica costituzionale.

Il voto che saremo chiamati a esprimere riguarda l’intera legge di modifica nel suo complesso.

LA NOSTRA COSTITUZIONE
Se
risponderemo NO diremo che non vogliamo questa legge di modifica

Se risponderemo SI accetteremo tutte le modifiche che la legge contiene

Con la metà più uno dei NO impediremo queste modifiche costituzionali. Una buona Costituzione non si cambia!

Per maggiori informazioni: http://www.referendumcostituzionale.org

 

24 giugno

Sconti biglietti Trenitalia 75% !!!

LA COSTITUZIONE NON SI CANCELLA!

25 – 26 GIUGNO AL REFERENDUM PER LA COSTITUZIONE

VOTIAMO NO!

Per maggiori informazioni: http://www.referendumcostituzionale.org

 

Per il referendum sconti del 75% per i residenti fuori sede che viaggiano in treno

Per il Referendum Costituzionale del 25 e 26 giugno 2006, è stata resa nota la circolare concernente le agevolazioni in favore degli elettori per i viaggi ferroviari e altre per gli elettori residenti all’estero.
Le agevolazioni per i viaggi con "Trenitalia" per gli elettori residenti nel territorio nazionale riguarda il rilascio dei biglietti ferroviari nominativi di andata e ritorno (previo esibizione della tessera elettorale) per un periodo d’utilizzazione di 20 giorni. Tale periodo decorre, per il viaggio d’andata, dal decimo giorno antecedente quello di votazione (compreso) mentre per il viaggio di ritorno, la validità è fino alle ore 22 del decimo giorno a partire dal giorno di votazione (quest’ultimo escluso) e pertanto: Andata – non prima del 17 giugno; Ritorno – non oltre il 6 luglio.
I biglietti, con contestuale assegnazione del posto, sono validi nell’ambito del periodo di utilizzazione di 20 giorni, solo per il giorno e il treno prenotati e non devono essere convalidati.
Le agevolazioni per i viaggi ferroviari con “Trenitalia” degli elettori provenienti dall’estero, prevede l’applicazione della tariffa ridotta “Italian Elector” per andata e ritorno da una stazione estera ad una italiana servite dal treno internazionale.
Su presentazione della tessera elettorale o della cartolina-avviso o della dichiarazione delle Autorità Consolari italiane (attestanti che il titolare della dichiarazione stessa si reca in Italia per esercitare il diritto di voto con l’indicazione del tipo di agevolazione di viaggio spettante) nonché su esibizione del passaporto o di altro documento valido.
Non è prevista la possibilità di produrre l’autocertificazione in luogo della tessera elettorale.
I biglietti a tariffa “Italian Elector” sono validi esclusivamente per il treno e il giorno prenotati e non devono essere convalidati prima della partenza.
Il viaggio di andata può essere effettuato al massimo un mese prima del giorno di apertura del seggio elettorale e quello di ritorno, al massimo un mese dopo la chiusura del seggio stesso.
Gli elettori residenti all’estero, negli stati in cui non vi sono rappresentanze diplomatiche italiane, negli stati con i cui governi non sia stato possibile concludere le intese in forma semplificata e negli stati che si trovino in situazioni tali da non garantire, anche temporaneamente, l’esercizio per via postale del diritto di voto, avranno diritto – presentando apposita istanza all’ufficio consolare della circoscrizione di residenza o, in assenza di tale ufficio nello stato di residenza, all’ufficio consolare di uno degli stati limitrofi, corredata dalla tessera elettorale munita del timbro della sezione attestante l’avvenuta votazione nonché del biglietto di viaggio, ad ottenere il rimborso del 75% del costo del biglietto di viaggio stesso riferito alla seconda classe per il trasporto ferroviario (o marittimo) oppure riferito alla classe turistica per il trasporto aereo.

 

22 giugno

IL MEDICO E IL PROFESSORE

DECALOGO DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE

di Roberto Calderoli

CONTRODECALOGO DELLA RIFORMA

COSTITUZIONALE

di Leopoldo Elia

 

Laureato in medicina, esponente della Lega Nord, nel 2004, assume la carica di "Ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione". In un'intervista televisiva sulla libertà di espressione in Europa in seguito alle conseguenze della pubblicazione di alcune caricature di Maometto, mostra una maglietta con la riproduzione di una delle caricature. La notizia della maglietta "blasfema" viene pubblicata da un giornale Iraniano. In una violenta protesta contro il Ministro, davanti al Consolato Italiano in Libia, la polizia libica spara sulla folla, uccidendo 11 manifestanti. Le dimissioni chieste dall'intero governo e da tutta l'opposizione, sono precedute dalle parole del Presidente della Repubblica, che invoca "comportamenti responsabili" per chi ha "responsabilità di governo". L'episodio della maglietta provoca anche tensioni diplomatiche tra il governo italiano e lo Stato libico. Nel marzo 2006 ha fatto di nuovo scalpore definendo "una porcata" la nuova legge elettorale, di cui egli stesso era stato coautore.

 

Giurista, professore di diritto costituzionale ha insegnato alle università di Urbino, Ferrara, Torino e Roma. Nel 1976 è stato nominato giudice della corte costituzionale, che ha presieduto dal 1981 al 1985. Nel 1986 è diventato consigliere nazionale democristiano e l’anno successivo è stato eletto senatore. Ha guidato dal 1993 al 1994 il ministero delle riforme istituzionali nel governo Ciampi. Nel 1997 ha partecipato come vicepresidente alla commissione bicamerale per le riforme costituzionali.

 

I Viene ridotto il numero dei parlamentari: da 950 a 773, con significativo risparmio per le finanze pubbliche.

 

 

I La riduzione del numero dei parlamentari viene rinviata al 2016 per favorire gli attuali capi e capetti. Nel lungo periodo c’è tempo anche per ridurre la riduzione; per ora c’è l’effetto di annuncio demagogico.

 

II Saranno i cittadini, e non più i palazzi della politica, a scegliere maggioranza parlamentare, coalizione di governo e primo Ministro: è il premierato.

 

 

II Il premierato non consiste nella investitura popolare di una maggioranza parlamentare, di una coalizione di governo e Primo ministro. Ciò avviene già in Spagna, in Inghilterra e in Germania e anche in Italia: è sufficiente perciò una buona legge elettorale. Il premierato della riforma si fonda sulla insostituibilità del Primo ministro durante tutta la legislatura e sui suoi enormi poteri (scioglimento della Camera dei deputati e questione di fiducia che, in caso di rifiuto da parte della stessa Camera, provoca nuove elezioni).

 

III Non più due Camere identiche, l'una doppione dell'altra. Ora il Senato sarà federale ed avrà una sua funzione specifica: rappresentare le esigenze delle

Regioni. La Camera si occuperà di quelle dello Stato.

 

III Il Senato federale non risolve il problema del bicameralismo perché non è in grado, per la sua composizione, di rappresentare le esigenze delle Regioni: d’altra parte i veri rappresentanti delle comunità regionali non hanno diritto di voto nelle deliberazioni del Senato.

 

IV Semplificato il procedimento legislativo. Non più lunghi e ripetuti passaggi di testi fra le due Camere, ma ciascuna Camera approverà le leggi nelle materie di propria competenza. Il risultato sarà la riduzione dei tempi e dei costi per le casse pubbliche.

 

 

IV Il procedimento legislativo è straordinariamente complicato perché la prevalenza della Camera o del Senato si fonda sulla competenza a legiferare per singole materie dello Stato e delle Regioni; siccome i confini di tali materie danno luogo a gravi dubbi interpretativi (sui quali deve intervenire sempre più spesso la Corte Costituzionale) è ovvia la ricaduta di tali incertezze sulle attribuzioni legislative di ciascuna Camera, specie nelle leggi, come quella finanziaria, di particolare complessità. La cancellazione del rapporto fiduciario tra Senato e governo sarebbe positiva solo se accompagnata da una chiara ripartizione di poteri tra una Camera di rappresentanza nazionale e una Camera veramente rappresentativa degli enti e delle comunità regionali e locali.

 

V La legge dovrà stabilire limiti al cumulo delle indennità parlamentari con altre entrate.

 

 

V La previsione di una legge che stabilisca limiti al cumulo delle indennità parlamentari con altre entrate non risolve il problema del conflitto di interessi che dovrebbe essere superato con regole giuste di incompatibilità e ineleggibilità anche in relazione a concessioni o autorizzazioni statali di notevole entità economica.

 

VI I regolamenti parlamentari dovranno tutelare i diritti delle opposizioni: ora questo non è previsto.

 

 

VI Il problema delle garanzie dell’opposizione non si risolve con un generico rinvio ai regolamenti parlamentari, essendo necessarie puntuali revisioni costituzionali (ad esempio, attribuzione alla Corte costituzionale, in ultima istanza, dell’esame dei ricorsi elettorali per Camera e Senato).

 

VII L’ordinamento evolve in senso federale, come sta avvenendo in molti Stati moderni: viene riequilibrato il riparto delle competenze tra Stato e Regioni per garantire migliori servizi ai cittadini, senza compromettere l’unità del Paese. Alle Regioni vengono devolute particolari funzioni in materia di istruzione, sanità e polizia locale. Tutte avranno le stesse opportunità, senza penalizzazioni per alcune aree rispetto ad altre e senza la differenziazione tra le Regioni, prevista dalla riforma del 2001. Si avrà quindi un federalismo equo, solidale ed equilibrato.

 

VII La devoluzione alle regioni di particolari funzioni in materia di istruzione, sanità e sicurezza è pericolosa anche perché si accompagna ad una competenza esclusiva dello Stato e delle Regioni nelle stesse materie. Tale duplicità è illogica e può arrecare gravi danni all’esercizio (o godimento) di diritti fondamentali (livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali da garantire su tutto il territorio nazionale). Si avrà quindi un federalismo iniquo, conflittuale e squilibrato.

 

 

VIII Tutte le leggi regionali dovranno rispettare il criterio dell'interesse nazionale, non più previsto a seguito della riforma del 2001.

 

 

VIII L’interesse nazionale è ampiamente salvaguardato dal riparto delle competenze tra Stato e regioni e dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, che ha interpretato la riforma del Titolo V in senso pienamente rispettoso dell’interesse della Nazione.

 

IX Sulle modifiche alla Costituzione sarà sempre possibile chiamare i cittadini ad esprimersi, mentre ora ciò non avviene se tali modifiche sono state

approvate dalle Camere con la maggioranza dei due terzi.

 

 

IX L’abrogazione della norma che collega al

raggiungimento dei due terzi in sede parlamentare l’esclusione della richiesta di referendum sui testi di revisione costituzionale (articolo 138 della Costituzione) va giudicata negativamente perché disincentiva quelle larghe intese che a parole tutti auspicano per l’adozione di modifiche alla Costituzione.

 

X Aumentano le garanzie per i comuni e le province, gli enti più vicini ai cittadini: potranno ricorrere alla Corte costituzionale in caso di lesione delle proprie competenze.

 

X Il ricorso diretto alla Corte costituzionale dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane (articolo 46 della Riforma) per sollevare questioni di legittimità costituzionale su leggi o atti aventi forza di legge statali e regionali ritenuti lesivi di competenze costituzionalmente attribuite agli enti locali appare oggi un puro effetto annuncio perché la disciplina del ricorso è rinviata ad una legge costituzionale (condizioni, forme e termini di proponibilità della questione) di incerta adozione, nel se e nel quando.

 

 

LA COSTITUZIONE NON SI CANCELLA!

25 – 26 GIUGNO AL REFERENDUM PER LA COSTITUZIONE

VOTIAMO NO!

 

Per maggiori informazioni: http://www.referendumcostituzionale.org

20 giugno

Bastardo!

Vespa, ronzii di vergogna

 

"Le accomodiamo la trasmissione come vuole": anche Porta a Porta era taroccato

 

 

Le intercettazioni telefoniche relative all'inchiesta che ha fatto finire in manette Vittorio Emanuele di Savoia hanno messo nei guai illustri personaggi del mondo della politica e del giornalismo. Il primo di questi a farne le spese è stato Salvatore Sottile, portavoce del leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, che si è guadagnato gli arresti domiciliari. Sono davvero inquietanti i colloqui telefonici intercettati dai Magistrati. In particolare sono molto gravi quelli tra Sottile e alcuni giornalisti Rai. Nell'occhio del ciclone per esempio è finito Bruno Vespa. I Giudici lo hanno "ascoltato" mentre concordava con Sottile il palinsesto di una puntata della sua trasmissione "Porta a Porta". Fini poteva scegliere persino chi doveva essere il suo "avversario" del centrosinistra in studio. In un'occasione Vespa gli chiede se preferisce il diessino Piero Fassino o il dielle Francesco Rutelli. A scelta del leader di An anche gli altri ospiti, per intenderci quelli che a metà trasmissione suonano il celebre campanello. Ma un po' tutta la trasmissione è al servizio del politico della Casa delle Libertà, Bruno Vespa assicura infatti che la trasmissione "gliela strutturiamo, confezioniamo addosso". Vespa non è però l'unico ad essere coinvolto. Anche il direttore del Tg1 Clemente Mimun è stato registrato dai microfoni dei Magistrati. Durante una telefonata Mimun promette un servizio "dai risvolti mediatici favorevoli all'on. Fini e all'intera coalizione di governo". Ma è legale un comportamento di questo tipo? Le Toghe non hanno dubbi, si tratta di un "modus operandi ben lontano dal rispetto dei principi e, in particolare, da quella imparzialità e da quella trasparenza che dovrebbero essere i canoni ai quali deve ispirarsi un servizio pubblico". Anche il sindacato dei giornalisti Rai è certo che non sia questo il modo in cui la tv di Stato deve comportarsi. "Dalle intercettazioni telefoniche emerge un quadro che coinvolge pesantemente anche la Rai - si legge in un comunicato dell'Usigrai - macchia tutta l'azienda. Certa informazione Rai esce malconcia dai tabulati. Leggere che una trasmissione come Porta a Porta venga confezionata addosso ad un esponente politico fa pensare più al lavoro del sarto che a quello del giornalista".

 

 
18 giugno

D10

 
Fare facilmente ciò che gli altri trovano difficile è talento,
fare ciò che è impossibile al talento è genio (DIEGO)
 
17 giugno

Barzelletta

 
Prima che scoppiasse lo scandalo calciopoli, Moggi fa visita ad una scuola elementare.
Entra in una classe e chiede a qualche bambino di porgli delle domande, a quel punto si alza il piccolo Paolo e gli chiede:

Signor direttore le posso fare 3 domande?

1- E' vero che senza il suo consenso non c'e' giocatore che cambi squadra?

2- E' vero che lei tiene sotto controllo tutti gli arbitri?

3- E' vero che senza di lei la Juventus avrebbe qualche scudetto di meno?

A quel punto suona la campanella per la ricreazione, al termine della quale i bimbi ritornano in classe e stavolta e' il piccolo Roberto che vuole porre delle domande.

Signor direttore le posso fare 5 domande?

1- E' vero che senza il suo consenso non c'e' giocatore che cambi squadra?

2- E' vero che lei tiene sotto controllo tutti gli arbitri?

3- E' vero che senza di lei la Juventus avrebbe qualche scudetto di meno?

4- Perche' la campanella della ricreazione e' suonata quindici minuti prima?

5- Dov'e' PAOLO????
 
15 giugno

il mostro che è in me

 
Al momento non ho nemmeno la forza di bestemmiare, di inveire, di farmi male, di distruggere qualcosa...ho un demone dentro di me, sono malato, sono un mostro, ho voglia di fartela pagare, sto ansimando, ho urlato troppo, sto scrivendo e vorrei urlare e mi trattengo porco giuda porco giuda porco giuda! Se avessi + coraggio e mi amassi di meno vorrei strangolarmi, e poi vedere la tua faccia..che soffre, che sta male, che vive x il resto dei giorni con l'angoscia. Sono un mostro, la rabbia mi sgorga da tutti i pori e non so come fermarla, mi sento male, non controllo le pulsazioni..è odio! Ti odio! Ti picchierei se non fossi mia madre, picchierei qualcuno per la prima volta nella mia vita, ma mi sentirei solo in colpa io e allora no, devo farti + male, mi picchio a sangue e tu puoi solo guardare...che cazzo son nato a fare?! che cazzo mi hai fatto a fare?! il fiatone mi sta tornando e non ce la faccio +, sono un disadattato xchè non sono adatto a star con te. Mi sento male male male male male male, e questo fottuto peso sullo stomaco ke non va via. Non è come tutte le altre volte, tra 5 minuti non sarà tutto finito. Neanche tra 30minuti, neanche tra 3 ore. Sono le 8 e sto male, e tu stai di là a scrivere le tue cazzo di lezioni al pc. Tanto che te ne strefotte se cancelli le cose agli altri? Se rovini la giornata a tuo figlio? Se non ti stai ferma e non tocchi questo santissimo pc del caxxo, e leggi quelle cazzo di email da un'altra parte?????? eh no, lei deve venir qua a romper i coglioni, quando io non ci sono "così non ti disturbo quando ci 6" ...ma vaffanculo!!!!! Perchè non è che ti dice "E' vero, son andata su fastweb e t ho chiuso 3 finestre" ..no!!!!!!!! "Io non ho fatto nulla!" ..ma vaffanculo!!!!!!! E allora le finestre chi me le ha chiuse? Gesù bambino? la Madonna?????????? E poi ti viene di qua, mentre tu stai sbroccando, e ti dice "ma guarda che io non ho toccato nulla" !!!!!!!!!!!!! "Vai nella cronologia e ritrovi tutto" ...non è che ti stai zitta ed eviti di dire puttanate...no !!!!!!!!!!!!! Ancora ancora ancora ancora! Maledetto mal di stomacooooooooooooooooooooooooooooo! Ho l'asma, ho il fiatone, e + scrivo e + inveisco, vaffanculo! Sono un uomo pericoloso, pericoloso per te, xchè prima o pio la vinco la mia paura e allora vedremo chi piangerà, se tu da quaggiù o io che guardandoti riderò come un pazzo. Ho pure freddo vaffanculo. Io mi chiedo perchè devi rovinarmi la vita? perchè????????????? Che cazzo t'ho fatto? Sei così attenta alle stronzate, se non ho il cuscino sotto la schiena la tua voce "allungati che stai comodo" non manca mai, le puttanate quelle tutte le trovi...cosa devo fare? curarmi, certo, son diventato un mostro, e poi? Se continuo così prima o poi la voglia di vivere mi passa, ma x davvero, non come quando lo dico da incazzato. Non ne posso + di te, non ne posso +, xchè ogni fottutissima volta ke torno a casa è la stessa storia? Adesso sto bene, e lo sai, non mi manca nulla, xchè non posso avere una vita normale???????? Vaffanculo al mal di stomacooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo! Sto scoppiando, non riesco a respirare normalmente e il fiatone mi genera nuovo odio. Per quale diavolo di motivo non riesco a fermarmi!? Ho bisogno di chi non c'è, e sento ke mi sto x sentir male, mi manca l'aria, mi manca tutto. Voglio sapere che cazzo mi succede, perchè sto così. Ho paura che debba rimanere solo, non sono fatto x stare in compagnia, ho il diavolo dentro di me e questo fiatone non mi passa. Ho urlato troppo. Volevo rompere qualcosa, forse me stesso. Volevo farti vedere quanto sono incazzato, cosa m hai fatto????? Voglio riposarmi, voglio sfogarmi, voglio star zitto, voglio silenzio, ma voglio musica..sì ecco...ascoltando Renato forse mi passa, ora lo metto...voglio parlare a telefono con 1 persona, ma poi non so che dire. Troppe attese dietro l'angolo, gioie che non ti appartengono...quel dolore che non sai cos è, solo lui non ti abbandonerà..maii, oh maiiii. Dirti sì, sempre sì e riuscire a farti volareeeee, dove vuoi dove sai, senza + quel peso sul cuore. Nasconderti le nuvole e quell'inverno che ti fa maleeee. E poi vederti ridere e poi vederti correre ancoooora...e poooooooooooooooooooooooooooooooiii, silenzi! E poooooooooooiii, silenzi! Silenzi! Renato è davvero rilassante. Sorreggili, aiutali, ti prego non lasciarli cadere; esili, fragili, non negargli un pò del tuo amooore. Dimentica, c'è chi dimenticaaaaaa, distrattamente un fiore o una domenicaa...
Finita. Questa è x me. Non riuscire a stare fermi un istante, saltare da un pensiero all'altro, da un desiderio all'altro in continuazione è una maledizione. Cazzo è davvero per me!!! Cercare un posto lontanissimo, senza + legami, con questo caos di eterni pendolari, di paradisi artificiali, palloni pubblicitari...e dentro al cuore, nel silenzio, ovunque altrove, tra le rovine del Partenone non trovare che rumoooore, e ancora insoddisfazione, insoddisfazione!!! Sentirsi pieno di poetico abbandono, di un senso alto del tragico e del buono e scoprire che x gli altri 6 solo in posa x l'avanspettacolo e la cronaca rosa. E nonostante tutto avere dell'amore un'idea talmente splendeeeeeeeeeeente e subliiiiiiiiiiiiiiiiiime...e un bel niente, un bel niente da spartire con queste vite mediocri e meschiiiine. Essere come una città sotto vetro, quasi sempre in stato d'assedio circondati da nemici spietati, o peggio ancora dal tedio e dai suoi derivati. Cazzo questa è la mia!!!!! Fa paura! Solo che un piccolo peso è rimasto, e quando se ne andrà? ...e sapere bene di essere in bilico, in biiiiiiiiilico! Io lo amo quest'uomo, non mi servono strizzacervelli, basta lui...la mia vita scorre qui tra queste note. Oddio, non l'ho neanche finito di scrivere che: ...con le oneste bugie, e la finta realtà di un ragazzo che mai sarà graaande: sono fatto così, è + forte di me, xchè sono un mercante di stelle... per poi credere anch'io che ogni male guarisca da sééééééééééééééééé...E dirti una bugia non mi spaventa sai, ma mi spaventi tu se ti rassegneraaaai, con la vigliaccheria di chi non ce la fa, di chi si ferma lì, lasciandosi a metà, lasciandosì così, lasciandomi così...mercante di realtàààà!
Credo che la persona che + mi capisce a questo mondo è Renato, e lui non lo sa nemmeno, che buffo! E' la vita miiiiiia, mille occhi una foresta, una giostra di periferia...è la vita miiiia, rinnegarla io non posso; resto me stesso finchè riesco a cantare di teeeeee...Prendi quello ke ti servirààààààààà, del mio cuore il battito miglioreeeeee, le + strabilianti primavèèère, tutto il bene che vuoi, la dolcezza che altrove non haiiii. Ho bisogno di dolcezza, cavolo è vero, ma cosa offro? Non voglio essere così. Il peso non voglio averlo più. "Tra sogni e lacrime mi muoverò, ho voglia di creescere ancora un po'! Non c'è sgomento, abituato alla realtà (ehhhhh!), ti vengo incontro qualunque sia la verità: io sono qua!!! Nascono così le melodie, dalle lacrime tue e quelle mie...e non sono soltanto bugie, bugiiiiiiiiiiiee"
Ho scritto + parolacce in questo scritto che in tutta la mia vita, e vabeh. "E ogni volta ritornare a VIIIIIIVERE, VIIIIVEEERE, un rimedio alla pauuuura: viiiiivere, viiiveeeeeere, una vita che so che c'è! ...LASCIARE IL CUORE E ANDARE ED IMPAZZIIIIIRE, VIIIIIVERE....FIIIINALMEEEEENTE, INTEEEEENSAMEEENTE!!!! Viiiivere, viveeeeeere ogni brivido deeeeentro teeeeee!"
LASCIARE IL CUORE E ANDARE ED IMPAZZIIIIIRE, VIIIIIVERE....FIIIINALMEEEEENTE, INTEEEEENSAMENTE !
 
 
(non lasciate commenti a questo post, grazie!)

14 giugno

Nella mia vita...

 
Caroselli, trombette e sagre paesane.... questo calcio non ci appartiene!
 
 
Nella mia vita ci sono due colori
sono 2 colori che a me fanno soffrire
nella mia mente un ideale e nel mio cuore NAPOLI !
 
 
13 giugno

...

 
Questo è dedicato a chi aveva da ridere sui miei post e mi ha lasciato una trafila di commenti moralisti uno uguale all'altro:
 
 
AMNISTIA SU CALCIOPOLI SE ITALIA VINCE MONDIALI??
 
Se si vincono i mondiali, per Moggi e compagni amnistia più vicina. A poche ore dall'esordio azzurro scoppia la polemica nel Palazzo. E' il presidente dello Juventus Club Montecitorio, l'avvocato e deputato di Forza Italia Maurizio Paniz, a dare fuoco alle polveri: "Se vincessimo i Mondiali, bisognerà valutare se sarà opportuna o meno un'amnistia nel mondo del calcio". Anche il capogruppo di Alleanza nazionale alla Camera Ignazio La Russa, sempre attento alle vicende del calcio nostrano, non esclude che se ne possa parlare: "Aspettiamo di vincere e poi ne parliamo. Certamente le amnistie sono provvedimenti eccezionali che si concedono solo dopo il verificarsi di fatti altrettanto straordinari. E la vittoria di un campionato del mondo è uno di questi. Ora però - aggiunge prudente - non ci pensiamo, quanto meno per ragioni di scaramanzia..."
 
Fonte: Gazzetta dello Sport
 
 
Evento eccezionale? Se il calcio in Italia fosse amministrato meglio non sarebbe un evento eccezionale.
 
12 giugno

Dal blog di Grillo

Forza Ghana!!!

 

Ghana_football_team.jpg

Forza Ghana! Forza Ghana! Forza Ghana!
Questi sorridenti ragazzoni del Ghana sono la nostra speranza, il nostro futuro, la nostra salvezza.
Se vincono li ospiterò tutti a casa mia, a mie spese, farò una grande festa afrogenovese per celebrare la rinascita del nostro calcio e la sconfitta dei giggirrriva, dei lippizitti.
Di quelli foraggiati dagli sponsor che non dicono nienteniente, come mammoletta Del Piero che sta alla Juve da una vita e non ha mai visto nulla. Come Cannavaro, l’avvocato sul campo di Moggi. Come Buffon che scommetteva sulle partite e poi ha pianto.
Abbiamo una nazionale che sembra uscita da Regina Coeli, o che forse ci deve entrare. Ma ci sono le eccezioni, e quando mai non ci sono le eccezioni? Ma queste c...o di eccezioni, un Totti a caso, dovevano dare l’esempio e starsene a casa.
Questa è la nazionale degli sponsor.
Questa è una nazionale figlia legittima e bastarda dello scandalo delle partite truccate, dei bilanci falsi, dei procuratori veri che si aggiravano nei raduni degli azzurri con minacce e lusinghe. E tra i procuratori veri c’è il figlio di Lippi.
Ma c...o, Marcello, con tutti i mestieri che ci stanno, proprio quello dovevi fargli fare? E pensi seriamente che non ci sia stato conflitto di interessi con il tuo ruolo di allenatore della nazionale?
Dalle dieci pagine di un mese fa sullo scandalo calcio, i giornali sono arrivati ad una, a mezza, a nessuna.
Sapete perchè? Credete che si voglia proteggere la nazionale, il clima, i risultati?
No, si vogliono tutelare gli interessi degli sponsor che pagano la pubblicità nei giornali, che pagano la pubblicità nelle televisioni, nelle radio.

Si vogliono tutelare Sky, la Rai, Publitalia.
Se vince l’Italia siamo spacciati, il nostro calcio è morto.
Se vogliamo bene all’Italia, al gioco del calcio, a un minimo di onestà, di decenza, dobbiamo gridare: FORZA GHANA!!!
Fateli neri i nostri azzurri.

23 = O' scem

 
Alla vigilia della prima partita dell'Italia, eccoi i miei 23 convocati:
 
 
PORTIERI: Buffon, Peruzzi, Amelia
 
DIFENSORI: Nesta, Cannavaro, Materazzi, Barzagli, Pasqual, Grosso, Zambrotta, Panucci
 
CENTROCAMPISTI: De Rossi, Perrotta. Pirlo, Marchionni, Semioli, Gattuso
 
ATTACCANTI: Totti, Toni, Gilardino, Inzaghi, Lucarelli, Tavano
 
 
Forza Ghana!             
11 giugno

E' tutto un bluff?

 
Il Ministero della Difesa americano ha ufficialmente diffuso un filmato che dimostrerebbe in modo definitivo come l'11 settembre del 2001 il Pentagono sia stato realmente colpito dal Boeing 757 dirottato da uno dei terroristi kamikaze.
 
Peccato che però questo video non sia molto diverso da uno che circola su Internet già da almeno un anno, video che lascia assolutamente aperti tutti i dubbi su che cosa abbia realmente colpito il Pentagono quella mattina.
 
Questo è l'unico fotogramma utile che mostrerebbe il muso del Boeing un attimo prima che si abbatta sull'edificio:
 
Il fotogramma successivo non mostra già più nulla se non una vaga nuvola bianca.
Quelli ancora successivi mostrano l'esplosione e la palla di fuoco causati dall'impatto.
Quell'oggetto indicato dal cerchio giallo potrebbe essere qualsiasi cosa, anche un missile, un caccia militare un aereo da turismo o di altro tipo.
Se questa doveva essere la prova definitiva stiamo freschi!
 
E pensare che i filmati dove si dovrebbe vedere cosa accadde realmente quella mattina a Washington esistono eccome, solo che furono tutti sequestrati da agenti FBI pochi minuti dopo l'incidente e mai mostrati al pubblico. Sono registrazioni effettuate da alcune telecamere fisse poste rispettivamente in una stazione di servizio, davanti ad un albergo e sul vicino svincolo autostradale. Telecamere che anche quella mattina come tutti gli altri giorni erano puntate proprio sul Pentagono.
Se solo facessero vedere quelle registrazioni al pubblico...
 
In altre immagini infatti si vede chiaramente un aereo:

 

Tuttavia è da notare la protuberanza sotto la pancia dell'aereo:

 

 

Siamo sicuri che fosse un boeing?

 

I Boeing 767 non ne portano di questi aggeggi:

 
Alcuni aerei militari si:
10 giugno

:(

Tratto da "Lucky Luciano – Intrighi, maneggi e scandali del padrone del calcio italiano Luciano Moggi", Ala Sinistra e Mezzala Destra, Kaos Edizioni

(Un libro scritto in joint-venture da tre giornalisti sportivi, che hanno preferito l’anonimato, e da Marco Travaglio)

 

Calcio, camorra e cocaina
Alcuni degli incredibili retroscena che hanno caratterizzato il quadriennio 1987-90 della squadra partenopea diretta da Moggi emergono alcuni anni dopo, grazie a un’inchiesta giudiziaria avviata dalla Procura della Repubblica di Napoli. Il 12 gennaio 1995 vengono arrestati due camorristi, Rosario Viglione e Vincenzo Buondonno; il manager di Maradona, Guillermo Coppola, evita l’arresto dandosi alla latitanza in Sudamerica. Tutto nasce dalle ammissioni di due pentiti della camorra: Pietro Pugliese, ex autista del fuoriclasse argentino, e Mario Fienga, ex narcotrafficante. I due raccontano di grandi "sniffate" collettive con alcuni calciatori del Napoli: droga-party in locali notturni molto simili a postriboli, ma anche nelle abitazioni di boss come i Giuliano e i Lo Russo, e a bordo di navi (come la "Achille Lauro") e yacht privati. Lunghe piste di "neve" con le quali alcuni giocatori del Napoli festeggiavano le vittorie e dimenticavano le sconfitte.

 

«Secondo l’accusa, Coppola seppe vendere il piede più famoso del mondo [Maradona, ndr] alla camorra, che ne fece un tossico da ricovero e un gingillo di lusso da esibire in pubblico. Ma dal nauseabondo pentolone esce ben altro». Saltano fuori una dozzina di nomi dei calciatori partenopei accostati al giro della cocaina: oltre a Maradona, Crippa, De Napoli, Carnevale, Ferrara, Francini, Mauro, Ferrario, Careca, Giordano, Bigliardi, Puzone... «Sono comparsi tutti davanti ai giudici della direzione investigativa antimafia, interrogati con le loro mogli e, in alcuni casi, con i papà. In qualità di testimoni, sia chiaro, anche se alcuni di loro figurano come "consumatori" più o meno abituali di droga».

 

Francini è l’ex granata che Moggi si è portato appresso dal Toro al Napoli. Ferrara è il terzino del Napoli e della Nazionale che Moggi porterà con sé alla giu***tus. Giordano è l’attaccante ex laziale che era stato fra i protagonisti dello scandalo scommesse scoppiato nella Lazio. Pure e semplici coincidenze, si capisce: perché di tutto quel giro di cocaina intorno ai suoi giocatori, alcuni dei quali suoi amici personali, Lucianone non ha mai saputo niente. E infatti l’inchiesta giudiziaria nemmeno lo sfiora.

 

Fra i calciatori partenopei coinvolti nello scandalo, «avrebbero ammesso [l’uso di cocaina] Crippa e Francini, riscontri "forti" graverebbero su De Napoli, Renica, Bigliardi e Carnevale, sugli altri la polizia sta svolgendo altri accertamenti». Maradona e Pugliese, imputati del reato di traffico di droga insieme a Coppola e processati a Roma, verranno assolti nel dicembre 1995. Ma sul fatto che quei fiumi di coca scorressero in casa del Napoli non c’è il minimo dubbio. Possibile che il direttore generale, il trait d’union fra la società e la squadra, l’uomo dello spogliatoio, il confidente-amicone-consigliere dei giocatori, insomma l’attentissimo e occhiutissimo Luciano Moggi, non si sia mai accorto di niente?, non gli sia mai arrivata nemmeno una voce, non abbia mai avuto nemmeno un sospetto? Strano, molto strano, dal momento che sapeva tutto perfino il sindaco della città, Nello Polese: «Che Maradona prendesse la droga lo si sapeva da tempo».

 

Eppure Lucianone – ingenuo com’è – non sapeva niente. Mai un sospetto, mai una voce, niente di niente. I due camorristi pentiti non parlano solo di droga. Parlano anche – e soprattutto – di partite combinate, e di uno scudetto regalato in extremis dal Napoli al Milan, nel 1988, perché le cosche che controllano il Toto clandestino volevano così. È questo il capitolo più interessante dell’inchiesta dei magistrati napoletani Luigi Bobbio e Luigi Gay. Anche perché, se le ipotesi accusatorie fossero confermate, si configurerebbe un illecito sportivo grande come il Vesuvio.

 

L’antefatto è nello scudetto del 1987, vinto dal Napoli di Maradona (ma non ancora di Moggi), senza avversari essendo la gi*ve in declino. A fine anno, il "Giornale di Napoli" e "Il Sole-24 Ore" avevano titolato in prima pagina: «Lo scudetto del Napoli sbanca la camorra». La spiegazione è semplice: sulle ali dell’entusiasmo, migliaia di napoletani si erano precipitati a puntare forti somme sulla vittoria della squadra azzurra presso i bookmaker del Totonero, che da quelle parti è gestito direttamente da alcune cosche camorristiche. Le quali, a fine stagione, avevano dovuto pagare molti miliardi di vincite. La stagione seguente, nel solo girone di andata, la camorra aveva accettato scommesse per 20 miliardi sulla nuova vittoria del Napoli, con quote fino a "uno a tredici" (chi punta un milione ne vince 13): in pratica, se lo scudetto l’avesse rivinto il Napoli, i bookmaker della malavita avrebbero dovuto sborsare qualcosa come 260 miliardi.

 

Una prospettiva che atterriva i capiclan, i quali proprio dal Totonero (oltre che dalla droga) ricavano gran parte dei loro guadagni. Per questo "era necessario" che il Napoli perdesse lo scudetto 1987-8 per recuperare i quattrini perduti l’anno precedente, e per evitare un nuovo salasso. A dicembre l’auto di Maradona, sebbene supersorvegliata, era stata danneggiata; negli stessi giorni Salvatore Bagni – l’altro calciatore simbolo della squadra scudettata – aveva subìto due furti in casa e uno in auto. Messaggi camorristici? Chi può dirlo. Sta di fatto che, dopo 25 giornate da primato, la trionfale galoppata del Napoli verso la riconquista dello scudetto si era interrotta nella primavera 1988 in modo brusco e inspiegabile.

 

Intervistato dal "Corriere della Sera" nel marzo del 1994, un anonimo scommettitore rivelerà: «Già prima della sconfitta con il Milan, quella del 1° maggio, fu chiaro tutto. Quando il Napoli cominciò a perdere punti di vantaggio in poche partite, dopo averne accumulati così tanti durante il campionato, noi del giro intuimmo che si era venduto lo scudetto. La vittoria del Napoli veniva data a mezzo quando la squadra di Maradona aveva ancora 5 punti di vantaggio. Una quota bestiale, folle: giocando un milione te ne davano cinque. Era chiaramente un regalo. Tutti lo giocavano, ci mettevano milioni su milioni, il rischio sembrava minimo». Un sistema che pareva fatto apposta per attirare schiere di polli da spennare; poi l’improvviso crollo del Napoli: «Moltissime persone ci rimisero decine di milioni». I bookmaker, invece, guadagnarono decine di miliardi.

 

Il narcotrafficante Rosario Viglione, dopo il suo arresto, racconta ai magistrati di non conoscere niente della faccenda del Totonero. Ma aggiunge che, dopo avere perso lo scudetto in quel modo incredibile, alcuni giocatori del Napoli andarono a sfogarsi con lui, e gli raccontarono che la combine partita-scudetto era il frutto di un accordo di vertice: il presidente napoletano Ferlaino cedeva lo scudetto a Berlusconi in cambio di alcuni immobili di Milano 3. Ma i calciatori erano d’accordo?

 

Secondo Viglione, no; ma aggiunge: «Gli amici mi dissero che i giocatori erano stati allenati male, e spompati per bene prima delle partite decisive».

 

Tutt’affatto diversa la versione del pentito Pietro Pugliese. La camorra dei bookmaker, secondo lui, c’entra eccome. «Sì, la cocaina ha a che fare con questa storia [dello scudetto perso dal Napoli, ndr], e c’entra pure la camorra. Ma all’epoca ci furono anche interessi diversi. Ci fu un accordo politico per fare perdere lo scudetto al Napoli. Ferlaino fu vittima di una amicizia politica... Ho riferito tutto ai magistrati, a novembre. Ora continuare a parlare solo di cocaina e camorra fa comodo a qualcuno».

 

E aggiunge: «Maradona ha usato continuativamente la cocaina per sette anni, eppure è risultato positivo al doping soltanto dopo l’ultimo anno [il 17 marzo 1991, ndr]. È un fatto molto singolare, di cui bisognerebbe chiedere conto a Matarrese». Pugliese riferisce anche ciò che gli raccontò Salvatore Lo Russo, un suo compare e amico di Secondigliano. Lo Russo gli avrebbe detto che Berlusconi teneva a quello scudetto del 1988 «per motivi di immagine», e che per vincerlo non esitò a rivolgersi al suo amico Bettino Craxi, che ne avrebbe parlato con la Trimurti del Caf napoletano: Antonio Gava, Paolo Cirino Pomicino e Giulio Di Donato. I tre, «forti dei loro saldi legami » con ambienti dell’illegalità campana, si sarebbero mossi e alla fine, complice la camorra, il Napoli «riuscì a esaudire le aspettative di Berlusconi».

 

Ferlaino smentisce sdegnato: «Non è vero niente, io per rivincere lo scudetto avrei pagato anche 100 miliardi!». Anche Berlusconi nega: «Sono assurdità tali che non vale nemmeno la pena di smentirle». Ma intervistato da "Panorama" nel febbraio 1995, Pugliese dice ancora di più: «Allo stadio San Paolo comandavamo noi: la camorra Spa», la quale gestiva direttamente il bagarinaggio, i biglietti di tribuna e gli abbonamenti. Pugliese si sarebbe affacciato nel mondo del calcio grazie alla presentazione di un uomo politico e di un magistrato: «Il senatore missino Antonio Rastrelli [futuro presidente della Regione Campania per il Polo, ndr] e il giudice Carlo Foglia, che è mio cugino... Mi portarono dal presidente Ferlaino... che pochi giorni dopo mi mandò a chiamare e mi affidò all’amministratrice di una sua società di costruzioni».

 

I nomi fatti da Pugliese a proposito del "disegno politico" che avrebbe determinato la truffaldina sconfitta del Napoli e la conseguente vittoria del Milan sono tutti in un verbale datato 19 novembre 1994 e redatto da un ufficiale della Guardia di finanza. Un verbale che però – dopo accurate indagini – non troverà alcuna conferma, e verrà dunque archiviato come inattendibile. Restano comunque assodati alcuni dati di fatto certi, connessi allo scudetto 1987-88 inopinatamente perso dal Napoli e sorprendentemente vinto dal Milan, tali da rendere verosimili i peggiori sospetti.

 

Il primo elemento inoppugnabile sono le minacce che, dopo quell’incredibile sconfitta, cominciarono a subire i giocatori più rappresentativi del Napoli. Minacce, secondo molti, finalizzate a impedire eventuali "pentimenti" e ammissioni. Alcune le ricorda Pugliese: «A Maradona rapinarono i trofei e i gioielli che aveva in banca. Fu un avvertimento, poi glieli restituirono. Io stesso l’ho accompagnato otto volte a casa di Salvatore Lo Russo, che allora era agli arresti domiciliari, durante la trattativa per fargli riavere la roba rubata. Poi c’è la storia del figlio di Salvatore Bagni: il bambino morì in un incidente stradale e dopo qualche tempo la salma fu portata via [trafugata dal cimitero, ndr]. Anche quello fu un avvertimento e io l’ho spiegato ai magistrati. Non era mai successo che qualcuno pigliasse una creatura da sottoterra. E il corpo non è mai stato trovato, né sono stati pagati soldi. Un movente vero non c’era, se non quello che io conosco bene. Volevano farli tacere...». Il 26 ottobre 1989 alcuni rapinatori avevano svaligiato le cassette di sicurezza della Banca di Provincia, compresa quella dove Maradona teneva i suoi trofei 26. Tre clan si erano poi attivati per fargli riavere il tesoro, che alla fine era stato riconsegnato al legittimo proprietario. I magistrati hanno tentato di interrogare Maradona su quegli sconcertanti episodi, ma lui non si è presentato.

 

Il secondo dato certo sono i contatti di alcuni giocatori del Napoli – dunque non del solo Maradona – con alcuni boss della camorra napoletana: rapporti e contatti dimostrati sia dalle fotografie scattate dagli agenti della Questura partenopea, sia dalle ammissioni degli interessati. Decine di foto immortalano il fuoriclasse argentino in compagnia di capiclan, a cominciare dal suo amico Carmine Giuliano. Ci sono le deposizioni di alcuni calciatori (e delle rispettive consorti), che ammettono di aver frequentato case e barche di vari boss, con o senza contorno di cocaina: come il party organizzato – secondo la moglie di Renica – dal capo-tifoseria Gennaro Montuori detto "Palummella" a casa dei boss di Forcella, i Giuliano, per festeggiare con "piste di neve" il secondo scudetto del 1990. O come l’altro "party" di cui parla la moglie di Francini, allestito per l’occasione dai fratelli Lo Russo, boss della cosca dei Capitoni. Rapporti fra boss camorristici e calciatori del Napoli così plateali da lasciare interdetti. Eppure il direttore della squadra partenopea, l’attentissimo Moggi, non se ne è mai accorto. Grandi sniffate di droga, grandi feste a casa dei mafiosi, delle quali il responsabile della squadra, l’informatissimo Moggi, non ha mai saputo niente. Intimidazioni, voci, sospetti intorno a uno scudetto perso dal Napoli per "cause di forza maggiore": ma lo scaltrissimo Lucianone non ha mai visto né sentito niente. Complimenti.

 

 

I sospetti sullo scudetto 1987-88 gentilmente regalato al Milan ci stavano, specialmente nella testa di un tifoso napoletano. Com è possibile che un campionato dominato, con uno squadrone schiacciasassi, con il Dio del calcio là in mezzo a dirigere il tutto, uno scontro col Milan da giocare in casa davanti ai soliti 100'000 tifosi in festa....com è possibile spiegare il triste epilogo? Questa è la domanda cruciale: com è possibile?

 

La squadra giocò probabilmente il miglior campionato di sempre, Diego a fine anno fu capocannoniere (15 reti...e Careca vice con 13) e la MA.GI.CA. dava spettacolo ad ogni partita (il brasiliano era stato acquistato proprio quell'anno). Nonostante ciò nelle ultime partite il Napoli crollò, raccogliendo pochissimi punti e dilapidando l'abissale vantaggio di +8 sul Milan: un crollo verticale, di colpo, inspiegabile, che non permise agli azzurri di rivincere il campionato x il 2°anno consecutivo.

 

Il 1 maggio 1988 al San Paolo si giocava l'incontro decisivo contro il Milan. Loro avevano Van Basten (il miglior attaccante del momento, davanti a Careca, e a parer mio di sempre), Gullit ma soprattutto Sacchi, colui che ha rivoluzionato il calcio italiano moderno, ...ma noi eravamo comunque superiori: fatto sta che quella partita finì 2-3 con un Napoli irriconoscibile!

 

Ora però vengono fuori le prove, si scoprono gli altarini, si inizia a far chiarezza: ci siamo venduti il campionato! O meglio... ancora una volta il cancro che questa città si porta in grembo, la Camorra, ha prevalso nella vita civile, quotidiana... e anche lo sport (a quei tempi il calcio era ancora uno sport) ha dovuto piegare la testa.

 

Che schifo!

09 giugno

CAMPIONI SI NASCE

...E RONALDINHO LO E' !
 
Episodio da Libro Cuore durante allenamento del Brasile a Offenbach. Un bambino, entrato sul terreno di gioco per abbracciare Ronaldinho, è stato affrontato in modo energico dagli uomini della sicurezza. ma Ronaldinho ha 'salvato' il bimbo, abbracciandolo, sorridendogli e autografandogli la maglietta sulla schiena. A quel punto il bambino, visibilmente felice, si è diretto verso l'uscita, accompagnato da un componente dello staff tecnico brasiliano. Tutto lo stadio si è alzato in piedi ad applaudire.
 
 
In un mondo di doping e mazzette agli arbitri, in cui un gruppo di mezze calzette snobba vergognosamente i tifosi festanti giunti dall'Italia per un autografo, e in cui un boro presunto leader sputa ad un avversario, non basta una standing ovation per rendere il giusto merito ad un gesto da VERO CAMPIONE !
 
 
VAI RONALDINHO, TU 6 IL CALCIO CHE NON C'è PIù...
 
 
Forza Brasile !!!
 
08 giugno

Ma pkkè nun s'accirn?

Vaticano:
"Pacs sono Eclissi di Dio"
 
 
 

 

05 giugno

Sempre presenti

 
Ultras partenopei creano disordini al Festivalbar, svoltosi martedì scorso in P.zza del Plebiscito. Volevano salire sul palco per esporre uno striscione e si sono fatti largo tra la folla scontrandosi con la security e alcuni esponenti delle forze dell'ordine. Ristabilita la calma hanno esposto lo striscione al lato della piazza "Giustizia per il vero calcio"
 
 
 
simm tropp fort nun c sta nient a fa
 

89-78

 
...con questo punteggio abbiamo disintegrato Bologna, letteralmente ridicolizzata (salvo la rimonta di inizio 4° quarto) da una Carpisa eccezionale.
 
Greer è stato marcato da paura x tutta la gara ma nonostante ciò ha realizzato 17 punti, seppur con cattive percentuali; Stefansson è stato grandioso in difesa (come sempre) ma anche decisivo in attacco con un 5/5 da 2 nel 1 quarto; Morandais era in giornata e ha fatto valere il proprio talento e atletismo, così come Sesay, il vero MVP, autore anche lui di 19 punti.
 
Il Palabarbuto è stato rinominato P-A-L-A-B-O-L-G-I-A !!
 
 
 
6 TUTTA LA MIA VITA