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28 maggio

Roma


"In circostanze normali, 15 anni di governo di un singolo partito in una grande città europea sarebbero più che sufficienti, - afferma il quotidiano britannico - ma in una democrazia c'è sempre l'imbarazzante domanda se l'alternativa sia migliore. E a Roma l'alternativa offerta era considerevolmente peggiore".

The Independent


...eppure Roma ha detto chiaramente: RUTELLI NON LO VOGLIAMO!

Troppo trasformista o troppo baciapile?

27 maggio

Al fin si giunse


Con i rincari scattati oggi il prezzo del gasolio si è portato
a quota 1'509 euro al litro, contro 1'504 euro della verde

Il gasolio costa più della benzina
Siamo al sorpasso storico



Fe$teggiamo!

23 maggio

Cambiamenti


Piccola nota tecnica:

Ho fatto dei piccoli cambiamenti nel blog, legati soprattutto allo sfondo ma non solo. Era da un pò di tempo che la neve mi incupiva, mi dava un senso di malinconia, con quel blu-grigio foschia di sottofondo che oltretutto rendeva difficile esaltare i colori. Questo nuovo si chiama "Luna d'inverno" ...che dire, già il nome niente male! Più chiaro, più nitido, più dolce, più blu!
Ho anche ridotto i messaggi del blog visualizzabili in una pagina, xchè chi è interessato può cliccare indietro per conto suo. Le foto ora stanno di lato, anche se non sono molto convinto, era bello che si vedessero a tutto schermo.
Ultimo cambiamento: tra i collegamenti al centro ho aggiunto quello via web cam a Marco Travaglio, che terrà un discorso ogni lunedì alle 14.00. Mi sembra una grande iniziativa, avere più immediatezza! Il video parte da solo, ma potete stopparlo in qualsiasi momento.
Fatemi sapere se la nuova disposizione e il tema vi piacciono, in caso contrario accetto volentieri proposte alternative.


22 maggio

Quando domandare è (il)lecito...


Un vecchio detto recita "domandare è lecito, rispondere è cortesia". Da noi rimane solo il "vecchio", il "detto" ormai se ne è andato: non dice nulla più nessuno.
L'ultima campagna elettorale è stata l'ennesima dimostrazione di come il giornalismo italiano sia ormai paragonabile ad un malato terminale di leucemia a cui l'accanimento terapeutico non concede il meritato riposo, perseverando in inutili trasfusioni di sangue, ma a cui allo stesso momento impedisce il ben più risolutore trapianto di midollo osseo. Insomma: un vegetale tenuto in vita artificiosamente, tanto per dare il contentino ai parenti. Che saremmo noi cittadini.
Una campagna elettorale fittizia così come lo sono state le elezioni, teorico momento di partecipazione collettiva trasformato invece, secondo una procedura palesemente incostituzionale (l'abolizione delle preferenze), nell'impossibilità per la gente di scegliere i propri candidati.

Tuttavia, il marcio della casta dei giornalisti (che, come tutte le caste, tende giustamente a mantenere i privilegi acquisiti) non è denunciato solo dai vari Beppe Grillo, lungimirante ma dai toni spesso populistici, o da Marco Travaglio, con toni sempre accesi ma con grande spirito analitico, o da Di Pietro, l'unico rimasto a perorare questa causa in Parlamento. Ce ne accorgiamo ogni giorno, leggendo un quotidiano o guardando i programmi televisivi cosiddetti "di approfondimento". Piattume, nient'altro che piattume.

In giornate come queste, mentre ci apprestiamo all'ennesimo editto bulgaro (dopo la censura su Travaglio, è pronta la sua espulsione dalla Rai, così come quella di Santoro...e per lui sarebbe un film già visto...), mentre Bruno Vespa inscena la sua ennesima commedia sulla farsa di Cogne (grazie al cielo è finita, ma - statene certi - se ne riparlerà presto...), vale la pena ricordare ciò che succedeva solo 2 mesi fa...



Niente domande, siamo italiani

All’estero gli elettori si godono i confronti all’ultimo sangue Obama-Hillary, Schroeder-Merkel. In Italia Berlusconi e Veltroni vanno in tv separatamente e non c'è verso di metterli insieme nemmeno a San Valentino. E chi lo fa il “contraddittorio”? Dovrebbero essere i giornalisti. Ma non è sempre così. Un modello legittimo, purchè non sia l’unico: lì le domande servono al politico per dire quel che vuole. Se mente, nessuno lo interrompe. Se c’è un tema scomodo, non lo si affronta. Ma il contraddittorio dovrebbe contraddire, o no? Qui non c’è mai la seconda domanda per smentire quel che il politico ha detto nella prima risposta. Qualche esempio.

VELTRONI

Dice: “I giudici possono intercettare chi vogliono, ma poi le intercettazioni non si pubblicano fino al dibattimento”. E’ materia nostra: un giornalista dovrebbe obiettare che succede se si fa così: oggi si pubblicano quando vengono depositate agli avvocati e agli indagati, cioè quando cade il segreto. Se si aspetta il dibattimento, invece, passano anni, e intanto le intercettazioni circolano tra avvocati, indagati, politici, giornalisti. Senza alcun controllo. Si possono usare per ricatti, minacce, trattative, e i cittadini non ne sanno nulla.

Non solo, ma non si può sapere subito che cosa ha fatto questo e quello. Oggi ancora non si saprebbe nulla di Moggi e Carraro, furbetti, banche, Fazio, Ricucci, Fiorani, patto Rai-Mediaset, Berlusconi-Saccà, malasanità e lottizzazione in Calabria e in Campania, mafia e politica. Da pochi mesi sapremmo che Cuffaro incontrava mafiosi. Fazio l’han mandato via non per il processo, ma per le telefonate pubblicate. Carraro idem. Saccà e la Bergamini idem. E forse, senza le telefonate Unipol, D’Alema e Fassino non avrebbero investito Veltroni della leadership del Pd. Invece nessuno dice niente, così tutti sono d’accordo.

Vespa: “Anche la Bbc è legata al potere, il presidente è amico di Blair”. Già, ma è sottoposto alla Regina, scelto con pubblico concorso in base a un curriculum, infatti la Bbc fa un mazzo così prima alla Thatcher e poi a Blair. Diceva la Thatcher: “La Bbc non mi piace ma non posso farci nulla”. Magari un politico italiano potesse dire lo stesso della Rai. Qui ci vorrebbe il contraddittorio a Vespa...

Veltroni poi paragona la guerra in Afghanistan alla lotta alla mafia (ma c'è una bella differenza: noi abbiamo invaso uno Stato sovrano, l’esercito afghano non è mai venuto a invadere la Sicilia con la scusa di combattere la mafia).

Veltroni dice che gli inceneritori non fanno male alla salute (e le nanoparticelle cancerogene? silenzio).

Niente domande su conflitto interessi, sulla Gasparri bocciata dalla Corte europea: sono temi che Veltroni non vuole toccare, dunque nessuno glieli chiede.

BERLUSCONI

Vespa tenta di fare la prima domanda, ma se la fa Berlusconi da solo. Parte un servizio: una giornalista bionda insegue Berlusconi, un vero agguato: “Rambo lo vuole, non è che si candida alla Casa Bianca?“. Poi chiede un parere a un osservatore distaccato, super partes: “Berlusconi ha cambiato la politica”. E’ Bonaiuti, il portavoce di Silvio!

Berlusconi tracima: il mio è l'unico governo dal ’68 a ridurre la pressione fiscale (non è vero: ha promesso di ridurla drasticamente, poi alla fine si vanta di non averla aumentata); noi siamo la nuova moralità nella politica (sic), 106 grandi opere, 1000 km di strade (quali?); la lotta all' evasione fiscale fa paura agli italiani (o agli evasori?). Poi dice che la lotta all'evasione ha fruttato solo 2 milioni contro i 40 sbandierati da Prodi: ma Prodi non ha mai detto 40, ha detto 18; e, se è solo di 2 milioni, dov’è tutto ‘sto terrore?

Salari: “Col mio governo erano alti, con Prodi sono scesi”. Ma poi dice che i governi non possono far molto per i salari: e allora che c'entra Prodi? Nessuno rileva la contraddizione.

Annuncia la chiusura delle frontiere (quali? a chi? come?).

Dice: avremo solo 12 ministri (ma non aveva promesso il ministero dell'Oceania al sen. Randazzo?).

Vespa tira fuori la scrivania di ciliegio, ma lui non ha portato il Contratto con gl’italiani. Ci stanno lavorando Tremonti-Brunetta. In compenso dice che in Fininvest aveva 56 mila collaboratori (falso: mai avuti più di 30 mila, la metà).

“Io coi rifiuti non c’entro nulla: è colpa di Bassolino, Pecoraro, il Pd di Prodi e Veltroni” (nessuna replica: eppure ha governato 6 anni, e l'emergenza dura da 15, e l'appalto all'Impregilo l'ha dato il governatore Rastrelli di An!).

Grandi opere: "non si può non fare il traforo del Frejus (che però c'è già dal 1870!!!).

“A sinistra c'è chi vorrebbe abolire la moneta come voleva Stalin” (e chi sarebbe? nel centrodestra non c'è il partito No Euro che vorrebbe tornare al tallero o alla dracma?).

“Stiamo pensando con don Verzè di portare la vita media a 120 anni. Io ne sento 35!“. Dunque conta di vivere 240 anni? Con quale invenzione scientifica?

Vuoto di memoria: “Nel ’94 tentai di mettere d’accordo Zaccagnini con Bossi” (era Martinazzoli, Zaccagnini è morto nell’89, ma nessuno se la sente di correggerlo).

Evasione e condoni: “Chi fa il condono denuncia di aver dichiarato di meno, anche a me dà fastidio se c’è evasione, perché sono il primo contribuente italiano” (ma il condono lo fece pure Mediaset, approfittando della legge fatta da Berlusconi: ma nessuno lo dice)

Non una domanda su Mastella e Dini (Berlusconi non era contro i ribaltoni?), processi, conflitto interessi, Europa7, condanna della Gasparri da parte della corte europea. Se non ne parla nemmeno Veltroni, perché dovrebbero parlarne i giornalisti o Berlusconi?

All’estero tutto ciò sarebbe impensabile. Lì il contraddittorio è una cosa seria: un contraddittorio che contraddice. Qui è uno spazio autogestito dai partiti. Viene una certa nostalgia per Tribuna politica di Jader Jacobelli: domanda del giornalista, risposta del politico, replica del giornalista, controreplica del politico. Oggi sarebbe impossibile, anzi sarebbe proprio eversivo. Oggi l’Authority a Jader Jacobelli lo farebbe arrestare.

Marco Travaglio

(
intervento ad Annozero)

17 maggio

Di ritorno dal cinema


Gomorra

inferno senza possibilità di redenzione.


16 maggio

Molto carina




Marco Travaglio, si aspettava le dure reazioni del mondo politico contro il suo intervento sul presidente del Senato, durante il programma televisivo "Che tempo che fa"?
"Mi limito a notare una cosa: nessuno dice che quanto ho affermato sia falso. Non soltanto è vero, ma è notorio che il presidente Schifani abbia intrattenuto fino agli anni Novanta dei rapporti con Nino Mandalà, il futuro boss di Villabate - comune sciolto due volte per collusioni mafiose - poi condannato in primo grado a otto anni per mafia. Negli Anni Ottanta Schifani, insieme a Enrico La Loggia, altro esponente forzista, era socio di Mandalà nella società di brokeraggio assicurativo Siculabrokers. Sono vicende che molti politici siciliani conoscono bene".

Si sostiene che lei abbia lanciato le sue accuse senza che Schifani fosse presente per replicare. Mancava il contraddittorio, insomma. Che cosa risponde?
"Ho risposto a una domanda di Fabio Fazio su chi stabilisce la gerarchia delle notizie nei giornali. Ho risposto: i politici. In ogni caso ciò che ho detto su Schifani è stato scritto sia da me sia da Peter Gomez nel libro Se li conosci li eviti e, soprattutto, circa un anno fa, in maniera più particolareggiata, lo ha scritto Lirio Abbate, il cronista dell'Ansa celebrato per il suo coraggio e per il suo impegno antimafia dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, e che ora vive sotto scorta. Non risulta, però, che qualcuno lo abbia querelato. Quindi delle due l'una: o Abbate è un bugiardo, e perciò si abbia il coraggio di dirlo, oppure ha ragione. Insomma, ci sono dei fatti che si possono citare nei libri ma non in televisione. Allora dico che in tv non si può dire la verità. La televisione è in mano ai politici, alla casta".

14 maggio

Italia sì, Italia no


"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione"

Queste le parole pronunciate dai ministri leghisti Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Roberto Maroni e Luca Zaia durante la cerimonia del giuramento alla Repubblica.


 Pensieroso ...precoci questi leghisti!
Non sapevo che avessero fondato la Repubblica di Padania così presto... Addirittura già hanno una Costituzione funzionante!


Ah no, ma parlavano dell'Italia...


12 maggio

Bertinotti


Il tramonto
  di Pino Corrias

Ho molti amici che con generosa (e ottusa) ingenuità hanno votato anche stavolta la sinistra radicale di
Fausto Bertinotti, il vero interprete di quell’equivoco politico che in questi anni ha usato il proprio estremismo per rafforzare (nel Paese e in tv) la destra berlusconiana, pettinare il suo leader di Arcore (“devo dirlo, Silvio mi è simpatico”) e in definitiva incoronarlo ogni volta che si sventolavano parole d’ordine rosse come bandiere al vento.


Ricordate le trovate di Fausto?
Tassare i Bot. Uscire subito dalla Nato. Ridurre la settimana lavorativa a 35 ore. Sembravano petali di un crisantemo per allestire il funerale della sinistra moderata, spaventare più ceti possibile, ostruire le vie intermedie di un riformismo praticabile.
Dai e dai ci è riuscito a liquidare il comunismo, sebbene con vent’anni di ritardo, e partendo dal punto più lontano, l’idea di rifondarlo. Che la sua ultima serata in tweed si sia chiusa all’Hard Rock Cafe di via Veneto, con fantasmi incorporati di Dolce vita per turisti, aggiunge un che di malinconico e di pertinente.


Io ho paura, molta paura...!
Paura di dovergli dare ragione...


10 maggio

Jovanotti


Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è

(e che mi piace tanto...)



Che verso straordinario!
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è... in pratica: VIVO!


07 maggio

Mise Dio al bando!


"Il nazismo ha rovinato la mia giovinezza".
Così Papa Ratzinger si è raccontato ieri davanti agli adolescenti e ai seminaristi di Yonkers, un sobborgo popolare a nord di Manhattan, visitato nel pomeriggio, al termine della sua seconda giornata a New York. "I miei anni da teenager sono stati rovinati da un regime infausto che pensava di possedere tutte le risposte; il suo influsso crebbe - penetrando nelle scuole e negli organismi civili come anche nella politica e addirittura nella religione - prima di essere pienamente riconosciuto per quel mostro che era. Esso mise Dio al bando, e così diventò inaccessibile per tutto ciò che era vero e buono. Molti dei vostri genitori e nonni vi avranno raccontato l'orrore della distruzione che seguì. Alcuni di loro, infatti, vennero in America proprio per sfuggire a tale terrore".

E che non lo sai?!

Il nazismo è stato un mostro perchè...


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.............................................................MISE DIO AL BANDO !



ahahahahahahahahahahahahahahahahahaahahahahahahahahaahahahahahahahahahahahahahahahahahah
(la risata, grassa e sonora, continua fino a domattina)

03 maggio

Una bella risposta


Giusto per farti riflettere, da persona anziana che guarda lontano perché ne ha viste tante, su alcuni punti che secondo me bisogna tenere sullo sfondo, all’orizzonte, per vedere le ombre - che sono importantissime – e non solo gli spot...

Tu giustamente dici che la scomparsa della sinistra “radicale” è una debacle. Concordo. Però tu stesso poi ti contraddici, perché da una parte sostieni che Veltroni è la sinistra del futuro, che “non si cancella niente” (invocando Lavoisier, cosa che ho particolarmente apprezzato), che si può e si deve fare, terminando con un categorico “non può esistere un’altra Sinistra oltre al PD”; dall’altra, sostieni che credi nel pluralismo e nelle variazioni del coro per la ricchezza del canto…
Ecco, fermiamoci su questo, perché la contraddizione nasconde un problema grosso, che non è facile sciogliere. In realtà, entrambe le cose sono vere. E’ vero che il PD è la sinistra DI GOVERNO per il futuro, ed è vero che il coro senza Comunisti è monotono.
Proviamo a rovesciare un momento le nostre certezze, che è sempre un bell’esercizio mentale. Potrebbe essere un bene, sia pure relativo, la scomparsa della Sinistra dal Parlamento? Potrebbe non essere il PD la sinistra dell’alternanza?
Io sono perplessa, di fronte a queste domande. Perché, al fondo, ne nascondono altre: per esistere, è necessario essere dentro il Parlamento? E per governare, è necessario neutralizzare tutte le istanze di sinistra barattandole con i tornaconto puri e semplici del centro?
Alla prima domanda, forse si può anche rispondere NO. Io tutta questa fede nella democrazia (che tanto abbonda a parole sulla stampa) non ce l’ho. La democrazia è un istituto vecchio; non vecchio quanto il liberalismo, ma parecchio ottocentesca anche lei. Quando Tocqueville di ritorno dall’America negli anni dopo il 1830 sparò a zero sulla democrazia, dicendo che lì era possibile perché avevano un continente da conquistare, e peggio per gli indiani, ma in Europa non poteva funzionare perché qui se non c’è un capo sono troppi galli a cantare, non aveva tutti i torti. Lui lo diceva da aristocratico conservatore; ma come spesso accade, sono quelli che nelle analisi vedono più lontano, perché stanno più in alto e l’orizzonte più lungo.
Teniamo l’analisi e spostiamoci a sinistra. La democrazia, vista da sinistra, è insufficiente perché garantisce sì il rispetto della minoranze, ma non garantisce che quelle minoranze possano cambiare le regole di un gioco in cui perdono sempre perché l’altro giocatore ha gli assi nella manica… Stare in Parlamento ma non contare niente perché anche quando governi  (teoricamente) basta un Dini, un Mastella, una Binetti … per eliminare esattamente le tue richieste … beh, non so quanto serva. Tanto è vero che la gente non ci sta; e non solo perché arriva Veltroni a correre da solo.
Forse, potremmo così rappresentarci il problema: le istanze della sinistra oggi non richiedono di essere MEDIATE da una rappresentanza formale come quella parlamentare, ma richiedono di essere CONDIVISE – shared – senza rappresentanti, peer to peer, come MOVIMENTI. Non irrigidite dai Diliberto, dai Pecoraro Scanio, dallo stesso Bertinotti, ma restare FLUIDE nei movimenti del web, delle piazze autoconvocate via cellulare come le smart mobs, come Micromega, magari (anche se anche lì c’è aria di istituzioni, se non altro perché dura da tanto tempo…).
Se guardiamo la storia del movimento operaio (che è SINISTRA per antonomasia) vediamo che a periodi di crescita come movimento sono seguiti lunghi periodi di stabilizzazione come organizzazione, come partito. E quando c’è il partito, il movimento si appesantisce, si irrigidisce, perché vengono le regole, la maggioranza e la minoranza dentro il partito, le correnti con le poltrone… questo si può fare, quest’altro no, questo è legale e questo è al limite dell’illegalità…. Ma, scusa, uno che vuole sovvertire le regole, non è SEMPRE al limite della legalità? Non è sempre solo tollerato, giusto perché si è nella famosa democrazia, però stai zitto e basta??? Se no, che mi fai? Dici che sono brutto e cattivo? Mi mandi fuori dalla Rai e da Mediaset? Affami i miei figli? O mi bruci sul rogo?
Insomma… perdere la presenza parlamentare è sicuramente segno di grandissima debolezza – e questo è, decisamente, MALE! – ma se la presenza è di fatto così inconsistente, così poco incidente sulle cose, beh, forse starsene un po’ fuori dal coro può anche essere un bene. Non per starsene a casa! Non per guardare in silenzio come i potenti ti schiacciano! Ma per dimostrare nei comportamenti ALTERNATIVI le nuove vie da imboccare per crescere e contare!
Che la sinistra al governo non possa che essere di tipo americano, alla Veltroni, ne sono certa quanto te. Che quella sinistra possa anche convogliare e rappresentare le istanze “radicali” (e tornerò poi su questo “radicali”, che merita un discorso), di questo non sono affatto sicura. E sono propensa a credere che quelle istanze non devono avere per forza un nome storico, un nome altisonante, non devono avere l’etichetta doc, non devono avere le benedizioni di nessuna chiesa, né confessionale né laica… Sono propensa a credere che nella prassi comune e quotidiana debbano essere mandati a casa i capi che l’hanno gestita finora, liquidandoli non per processo giudiziario, ma per la forza dei processi storici, per la forza delle nuove comunità dal basso, per la forza oggettiva dei nuovi soggetti che siamo e che chi siede in parlamento non si è neppure accorto che siamo nati…
Pare che il sito di Rifondazione sia buono, ma non vedi come i politici usano solo strumentalmente la rete, in genere? Io moltiplicherei i blog della sinistra, non mi metterei a combattere per l’unità di un partito! Che ce ne facciamo di un partito che tanto unitario non può essere, almeno oggi? Cresciamo insieme intorno ai temi che sicuramente ci verranno serviti su piatti d’argento, nei prossimi mesi e anni (e secoli, forse). Diventiamo “critical mass” (cerca su wikipedia cos’è, se non lo sai), e rovesciamo i pensieri, i modi di essere, se non riusciamo adesso a rovesciare le leggi, grazie a Mastella e Berlusconi e Fini. Siamo radicali per davvero!!!! Non radicali come si dice adesso solo per indicare qualcuno che non è di centro… una volta quella che adesso chiamano “radicale” era sinistra, e basta. Semmai, erano gli altri, quelli non propriamente di sinistra, che si chiamavano di centro-sinistra, cioè non del tutto sinistra… Mi sembra che non ci sia niente di radicale nel rivendicare l’autonomia dello Stato dalla Chiesa, la libertà delle persone nell’uguaglianza dei diritti, o il diritto ad un futuro. Nel rivendicare uno Stato che funzioni, può bastare il governo ombra di veltroni; per rivendicare “più vita” (come il replicante) potremmo metter su un movimento ombra che non dia tregua a nessuno, né a Veltroni né a Berlusconi, capace di autoconvocarsi nei modi più imprevedibili così non possono negarti la manifestazione (perché non fanno in tempo a organizzarsi), capace di mandare all’aria i siti, di boicottare e hackerare i punti nevralgici del potere mondiale.
Si tratta di una radicalità al limite della legalità? Certo, non mi piacciono queste leggi, voglio cambiarle!!! Si tratta di una critica alla classe dirigente? Sì, è tutta sotto accusa, perché pensa solo a conservare il potere che ha, non a cambiare i rapporti di forza…
Forse, è ora di ricominciare da Marx, non dal marxismo… dai carbonari, non da Cavour …  è ora di ricominciare dal territorio inteso come comunità, non dai principii ideologici, come fa la Lega. Ebbene sì, abbiamo molto da imparare dalla Lega, invece di prenderla in giro… certo, fanno schifo, ma basta sostituire alla loro idea di territorio CHIUSO, unito dalla paura del nuovo, un’idea di deterritorializzazione come quella della rete nel globale, evitando le ideologie e I VALORI (che mi fanno tutti schifo, di destra e di sinistra, italiani o berlusconiani) e restando invece attaccati ai PROCESSI, che vedrai come anche la Lega ha qualcosa da insegnare ai Bertinotti e anche ai Veltroni… Insomma: Analfabeti di tutto il mondo, uniamoci!