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April 20 A noi Sanremo piace cosìAnteprima
Certo tra Baudo e House la scelta non può che cadere sul secondo, ma…soffrirò e registrerò il telefilm, guardandolo a notte fonda, quando Sanremo sarà finito e avrò bisogno di qualcosa di forte per riprendermi, chessò qualche crisi coronarica, qualche malattia insidiosa e dal nome strano, qualche lite tra House il poliziotto che lo perseguita, quanto basta per dimenticare quella dose di brutta musica che dovrò ascoltare.
[…] se alle due aggiungiamo gli Zero Assoluto (un nome, un destino), l’abbiocco è assicurato!
E per finire, Paolo Meneguzzi: farà la solita canzoncina con il solito stuolo di ragazzine in calore che strilleranno quando non sanno che in realtà lui è gay.
1ª serata
Eccoci alla Famiglia Facchinetti, che dimostra soltanto che l’amore di un padre non si ferma davanti a nulla.
Il minimo storico assoluto, il playback della Hunziker, il balletto dei bambini vestiti in finto “streetwear”. Dio mio, ma gli autori che cosa hanno pensato quando hanno deciso di mettere in scena questo numero preso da “Tutti insieme appassionatamente”, versione Celso Valli? Che qualcuno avrebbe potuto apprezzare un simile orrore? Forse si, forse c’è qualcuno che l’ha trovato divertente. Invece era tremendo. Fermatela!
2ª serata
Eccoci qui, buonasera a tutti, per seguire la seconda “appassionante” serata del festival. Che iniziando con Meneguzzi può solo migliorare. Oh yeah, come dice lui alla fine della sua canzone.
Certo, io non metto un disco degli Stadio nel mio lettore nemmeno per sbaglio, però la canzone che hanno cantato, ricordatevi di Meneguzzi, non è poi così male.
No, non preoccupatevi, è solo una crisi di “relativismo”. Voglio solo dire che rispetto alla base di partenza, Meneguzzi, il resto fa dignitosa figura.
Finalmente una brutta canzone, davvero brutta, arriva. Albano ha il solito vocione, degno di migliori cause. E il brano, con la complicità di Renato Zero, combatte ad armi pari con quello di Meneguzzi. Certo, Meneguzzi canta peggio, quindi….
Una domanda: ma la Hunziker canterà in playback anche durante le repliche di Cabaret in teatro? Come farà a reggere un intero show? I trenta secondi finali, non in playback, erano all’altezza del miglior Meneguzzi.
Certo, l’inferno i Take That lo meritano per tutto quello che hanno fatto quando erano più giovani, per aver indicato la via ad una generazione intera verso la musica commerciale prodotta in serie da ragazzi bellocci e intonati, quelli che oggi soprattutto in Usa dominano la scena. Ma, sarà che sono davvero di buon umore, sarà che Meneguzzi, figlio loro, è comunque molto peggio, alla fine sono tre minuti gradevoli all’interno di una serata che fila liscia, meglio della precedente.
Pippo dopo i Take That: "Adesso andiamo in pubblicità. Dopo torniamo con Al Bano". Mortale.
3ª serata
I vestiti della Hunziker stanno migliorando (quel tatuaggio, però...), e io ancora non mi capacito di quella cosa indecente disegnata da Valentino e sfoderata in apertura di serata. Michelle sta prendendo confidenza col Festival, e il pubblico in sala ride per qualsiasi scemenza esca dalla sua bocca. Il problema è che di rimando ride pure lei in quella sua maniera caratteristica, mettendo a dura prova il mio sistema nervoso.
Hunziker, che è svizzera e non conosce il mondo della musica nonostante l’ex marito ( o forse proprio per questo), presenta Amy Stewart come se fosse una stella straniera, dimenticando che da oltre trent’anni è in Italia e ne sbaglia il cognome facendola diventare Steward. Poco male, perchè il brano, nonostante il suo intervento, è sempre straordinariamente palloso.
Peccato che subito dopo, a ricordare a noi tutti che siamo a Sanremo, arriva Miguel Angel nonsocosas, e la tristezza cala nel mio cuore. Perchè è chiaro che si avvicina anche Meneguzzi!
Si dice che il punk abbia reso chiaro che nel mondo della musica popolare si può essere artisti musicali anche senza saper suonare o cantare, ovvero esattamente il caso degli Zero Assoluto. Ma non suoni, questo, come una critica, anzi, l’originalità della formazione romana è proprio questa, sussurrare, non cantare, suonar poco o nulla, un marchio di fabbrica. Quando la Furtado canta dimostra la pochezza della canzone, ovvia, normale, prevedibile.
Ma la mia lunga attesa viene ripagata. Ecco sul palco Meneguzzi. Con quel povero cristo di Nate James, che ovviamente non sa chi è Meneguzzi e canta, perchè lo pagano, ovviamente, un brano brutto assai, sotto ogni punto di vista. Esiste la musica commerciale, quella fatta solo per denaro? Si, Meneguzzi ne è l’esempio lampante. Ed il duetto è anche la dimostrazione che quando non c’è arte o invenzione le case discografiche mettono insieme cose che insieme non possono stare.
Si, ha ragione lui, Al Bano, profeta di pace amore e fantasia, volemose bene e tutto il resto. In fondo è solo musica, perchè arrabbiarsi, chissenefrega, eccetera. Ma questo non vuole dire che la sua canzone sia ascoltabile.
Mamma mia, io ad Antonella Ruggiero voglio bene, mi piacevano i Matia, mi piace suo marito il conduttore d’orchestra […] e capisco anche che fare una cosa diversa non fa male. Ma il coro alpino no, è troppo per me!
Segnalo alla Hunziker che “Snow in the Sahara” significa neve nel Sahara e non vento nel Sahara… Il vento è quello che tira nella sua testa.
Avevate mai pensato alla possibilità che Chris Martin lasciasse i Coldplay e fosse sostituito da Francesco e Roby Facchinetti? Eccovi serviti. La cosa meravigliosa è che anche Angunn riesce a stonare. Forse Francesco Facchinetti è un virus che colpisce chiunque provi a cantare con lui!
Niente da fare, non riesco a togliermela dalla testa: sono ossessionato da Milva che canta "The show must go on". Mi fa troppo ridere: quando attacca col ritornello sembra un'otaria, con la sua fissa di chiudere tutte le vocali, e fa pure la bocca a cuore: orgasmatronico! "the schouu mast gou uooon, the schouu mast gou uooon". Più che una canzone, una tecnica di rilassamento.
4ª serata
Ecco è arrivato D’Alessio e la buonanima di Lucio Battisti si rigira nella tomba. E io non posso sopportare che D’Alessio, con quella voce del cavolo, il suo accento insopportabile, il modo che ha di cantare, apparentemente raffinato, vestito come è vestito, stia lì a cantare come “superospite”.
Certo, meglio che canti Battisti, perchè quando inizia a cantare le canzoni sue, “ricordo ancora quel giorno del primo bacio a Napoli” e via discorrendo, la situazione peggiora in maniera sensibilissima e il mio cuore di cinquantenne comincia ad avere scompensi.
Figlio e foglio hanno “gl” e vanno pronunciate così, non fijo e fojo. “Tu che ne sai” è la domanda! E sfortunatamente c’è un numero straordinariamente elevato di persone che ascoltano e, addirittura, amano le canzoni di Gigi D’Alessio. Non riesco a capire perchè. Certo c’è anche un sacco di gente che vota Berlusconi e anche questo non me lo spiego, quindi vuol dire che è colpa mia.[…] un artista pop è un tutt’uno, voce, musica, aspetto, faccia, il modo in cui si propone, quello in cui si veste, come si muove, cosa dice, cosa fa e quello che non fa. L’insieme di tutte queste cose produce Bob Dylan e produce D’Alessio. Ma non a caso Dylan si muove, si veste, canta, pensa, parla, diversamente da D’Alessio. Per fortuna.
Finalmente va via anche la bella Penelope Cruz. E finisce una delle interviste più insulse e noiose della tv degli ultimi anni.
Quando ha cantato Elsa Lila avevo circa diciotto anni. Il tempo passa e non ci sono canzoni in vista…
[…] passano le clip di altri quattro campioni. Così anche per questa sera ho visto, anche se solo per qualche secondo, l’immancabile Meneguzzi. La mia dose omeopatica di cattiva musica.
Non so quanti tra quelli che leggono amano Renato Zero. Io, lo dichiaro in anticipo, non lo reggo più. Certo, non è D’Alessio, e non è nemmeno parente di Meneguzzi, ma non fa una canzone memorabile da settant’anni (vabbè non ne ha settanta), canta ogni pezzo allo stesso modo, è una macchietta!
Nel frattempo ci becchiamo l’anteprima dell’opera su Pia De Tolomei di Gianna Nannini, con tanto di balletti. E’ durissima non cambiare canale, il dito corre verso il telecomando, provo a resistere…
5ª serata
Le serate del festival hanno fatto abbastanza bene alla Hunz che sembra essersi, serata dopo serata, strada facendo, calmata, tranquillizzata, soprattutto ieri sera. […] Ma ride di meno e cerca di abbassare il suo livello, altissimo, di stupidità come conduttrice.
Ad aprire le danze c’è Fabrizio Moro, il vincitore della sezione giovani. Una vittoria meritata. Un bravo a Moro perchè ci ha provato, perchè poteva cantare una puttanata e non l’ha fatto, perchè è la versione colta degli Zero Assoluto.
Mi preparo ad alzarmi in piedi per il deun deun deun deun, la strofa più complessa dell’intero festival. […] trovo sempre che Nada la canti in una maniera devastante: “non so ballare il tango”, ma non sa neanche cantare! E non è una interpretazione in cui cantare sia irrilevante.
Cristicchi ha vinto il Premio della Critica: hanno votato 111 colleghi accreditati presso la sala stampa dell’Ariston. […] Hanno riportato voti anche Nada (11 voti), Tosca (10 voti), Al Bano (5 voti), Ruggiero (4 voti), Dorelli, Rossi e Silvestri (3 voti), Milva (2 voti), Bella, Concato, Mazzocchetti e Meneguzzi (1 voto). Meneguzzi un voto? Voglio il nome, voglio sapere quale “critico” ha votato Meneguzzi! Certo, c’è anche chi ha votato Mazzocchetti e ben cinque voti per Al Bano, ma quel voto per Meneguzzi... I nomi, vogliamo i nomi!
I Bella hanno finito. Speriamo Forever!
Ecco MIka, il fenomeno del momento. Mi risulta difficile, da questa esibizione, capire il motivo di tanto interesse da parte della stampa internazionale e italiana.
Hunziker: “chi di verde si veste di sua beltà si fida”…
[…] Il titolo è di quelli che Baudo ama, “the show must go on”. lo spettacolo deve continuare. Ma sarebbe bene, per la nostra salute, che non continuasse ancora fino alle due di notte.
Per cinque sere abbiamo ascoltato “Creuza de ma”, anche se solo per qualche istante. Lo spot alla regione Liguria ci è servito per ricordare che è esistita la grande canzone italiana e tra di noi c’è stato Fabrizio De Andrè.
La canzone di Mazzocchetti è “paracula”, nel senso che è fatta per il pubblico della sala, per chi ama il bel canto e non frequenta la musica da almeno una ventina d’anni, per il mercato internazionale che pensa che la musica italiana sia fatta da Volare di Modugno e Con te partirò di Bocelli.
Meneguzzi, finalmente, eccolo. “E’ molto famoso in sudamerica”. Ci torni, orsù. Mia figlia aveva qualche compagna di classe che amava molto Meneguzzi. Le ho fatto cambiare classe.
Altre perle della 4ª serata
"Adesso un po’ di pubblicità e poi arriva il mini-concerto di Gigi d'Alessio". Ha detto proprio così, Pippo. L'Istat ha rilevato un aumento del tasso di suicidio alle 21.49 del 2 marzo. Oh, io lo dico: tollererò questo individuo solo si presenterà con la Tatangelo per cantare i più grandi successi di Albano e Romina. E invece no, canta Battisti! E' troppo, torno tra dieci minuti. Troppo pochi: spunta fuori Lara Fabian, a cui finalmente posso dare un volto (e che volto) e Baudo, ancora ingrifato dopo le sevizie di ieri su Nelly Furtado, si lancia in una serie di bavosissimi approcci da maniaco attempato.
[…] Vedere Gigi D’Alessio cantare “Con il nastro rosa” di Battisti è stata una delle esperienze più deprimenti, imbarazzanti, irritanti che abbia mai avuto nella mia vita di ascoltatore/spettatore. E’ paragonabile solo a quella di vedere il suddetto D’Alessio essere superospite a Sanremo, e cantare per oltre un quarto d’ora. E a quella di constatare il fatto che il suddetto sia un idolo delle folle anche oltre il perimetro del quartiere Mercato-Pendino di Napoli. E, in fondo, a quella di constatare che esista Gigi D’Alessio. E’ una sensazione che condivido con la totalità dei miei amici napoletani. Mi domando spesso se il fatto di vivere a Napoli e non appartenere alla fascia socioculturale dei suoi fan non comporti un pregiudizio negativo ingiustificato. Chissà. Concludo con una citazione dell’ottimo Ernesto Assante: Se esiste un dio della musica D’Alessio e Lara Fabian dopo questa esibizione si sono guadagnati l’inferno […]
April 10 Spunti di riflessione1) se Gesù disse "ama il prossimo tuo come te stesso"allora perchè la chiesa disprezza e discrimina i gay?!? sono pur sempre esseri umani... spesso meglio di noi... però la chiesa deve avere i salami, anzi i prosciutti suglio occhi... "perchè i dogmi devono rimanere gli stessi..."
1) La Chiesa ha 2 problemi sostanziali da affrontare: da una parte le persone dello stesso sesso non possono partorire un figlio (e questo è un GRAVISSIMO problema, visto che come ben saprai - il Catechismo serve a questo - noi facciamo l’amore esclusivamente per far nascere bambini...ahahahahah) quindi sono bandite in nome dell’AMORALITA’ del piacere (che ti credi, ci vuole tempo - che ne so, altri 2000 anni forse - per fare certe difficilissime conquiste! Ancora siamo dei semplici “scopatori riproduttivi”, una sorta di muli o robot che si mettono là come macchinette e sfornano figli…).
Dall’altra parte gli omosessuali DEVONO essere banditi perché bisogna esorcizzare il fatto, ormai non più sorprendente, che all’interno della stessa Chiesa ci sia una forte componente gay: per non cadere nell’ovvio controsenso, al Vaticano (da sempre ipocrita e attento a non perdere il prestigio ottenuto) fa molto comodo evitare di riconoscere tale comportamento (metterebbe a rischio il fondamento ecclesiastico) ma contemporaneamente continuare a stigmatizzare l’omosessualità, mantenendo così il ruolo di guida spirituale, morale, carismatica e boiate simili per i milioni di fedeli-creduloni. 2) la chiesa che difende l'uomo e la sua salute spirituale, che va di regola con quella fisica... quindi...no all'Aids, ma no anche al profilattico....!!!perchè?!? il sesso lo si deve fare solo per amore...certo... con la mentalità moderna quest'etica va a farsi fottere...dovrebbero stare i preti nelle discoteche e fuori? nelle feste?!? 2) Vedi sopra. Non c’entra nulla l’amore (quelle son appunto le fregnacce che ti inculcano per non dirti la verità), infatti anche 2 gay o 2 lesbiche fanno sesso per amore al pari degli etero, eppure per la Chiesa il loro è sempre peccato (anche il concetto di peccato meriterebbe un approfondimento a parte). E soprattutto, se questo nesso fosse vero e non fittizio, il Papa in persona (e parlo del “santo subito” Wojtyla) non avrebbe condannato l’uso del preservativo in Africa, tanto per fare un esempio! Un gesto d’amore sarebbe senza dubbio quello di evitare il contagio con il tuo partner nel Paese a + alto tasso di AIDS del mondo, ma così non è: dell’amore o delle orge in discoteca non gliene frega assolutamente nulla a nessuno.
Il punto invece è sempre quello: se ti metti il preservativo non fecondi la donna e quindi non avviene quel tanto atteso MIRACOLO della vita! L’unica vera cosa che sembra interessare la nostra Chiesa è che nasca un bambino in più: non importa se i genitori sieropositivi possono contagiarsi e morire; così come non importa se un povero malato terminale ridotto allo stato vegetativo soffre le pene dell’inferno e non vede l’ora di morire. “La vita è vita e va tutelata”, “Dio ce la dà e Dio ce la leva” …quante volte hai dovuto leggere/sentire amenità simili? 3) diceva bene quel grand'uomo di Terzani nell'ultima intervista che ho...l'uomo dice che Dio ci ha creato a sua immagine e somiglianza...mentre la verità è il contrario...un Dio con sembianze umane, vendicativo... se sei cattivo, sarai punito... che ti guarda e ti giudica... non è vero che, allora, è l'uomo che ha creato il suo Dio a sua immagine e somiglianza?!? 3) Terzani ha pienamente ragione, ma non potrebbe essere altrimenti: Dio esiste nella testa dell’uomo (non a caso lo “crediamo” e non “conosciamo” …ecco un punto su cui baso la critica alle religioni, ma questo è un altro discorso e non è il caso di parlarne ora), quindi siamo noi che inventiamo e plasmiamo un entità superiore COME NOI LA VORREMMO! La Bibbia, i Vangeli e tutto ciò che attiene alla fede è fatto da uomini, non abbiamo alcuna prova che Dio effettivamente esista (ecco perché religione e ateismo sono entrambi dogmi pretestuosi e fallaci).
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