Marcello's profileIn continuo mutamento...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    March 31

    Per me essere comunista...

    Per me essere comunista...


    Vuol dire sentirmi fuori posto in tanti posti...

    Vuol dire pagare per entrare in una discoteca con selezione all'ingresso, vederla popolata da ragazzi imbellettati all'ultima moda che s'atteggiano a divi, e chiedermi dopo 2 minuti che cazzo ci sto facendo io in quel posto...

    Vuol dire perseguire un' idea, senza svenderla o abbandonarla mai...

    Vuol dire ripudiare ogni forma di generalizzazione, di banalizzazione, di populismo...

    Vuol dire sbattersene di non guidare una Mercedes, perchè va benissimo la macchina che hai...

    Vuol dire, nonostante tutto, sentirsi in qualche modo "diversi"...

    Vuol dire ammirare Ernesto Guevara, forse il più mirabile esempio di "comunista"...

    Vuol dire sentirsi parte di una minoranza (in via d'estinzione?) che non ha rinunciato a sognare e a lottare per una società diversa, meno squallida della presente...

    Vuol dire pensare che No Global non sia affatto sinonimo di Black Block, ma anzi il suo contrario...

    Vuol dire continuare ad essere New Global malgrado il mondo stia andando da tutt'altra parte...

    Vuol dire essere convinti che Libertà non è fare qualsiasi cosa ci passa per la mente di fare senza curarsi delle eventuali conseguenze...

    Vuol dire comprendere che "la libertà è partecipazione", e va difesa a spada tratta dal menefreghismo...

    Vuol dire avere una grande passione politica...

    Vuol dire non confondere Stalin con il Comunismo, perchè se da un'idea nasce un mostro non significa affatto che quell'idea è cattiva...

    Vuol dire sapere che che il Comunismo è esattamento l'opposto di ciò che ha fatto Stalin...

    Vuol dire capire che Marx diceva "proletari di tutto il mondo unitevi" e non rinchiudetevi tra 4 mura...condividete e non fate le barricate...

    Vuol dire deprecare l'arroganza di chi ti accusa di essere "complice di 100 milioni di morti" e "discendendente di un regime di terrore e morte"...

    Vuol dire detestare i discorsi qualunquisti che accomunano Comunismo e Nazifascismo come 2 facce della stessa medaglia...

    Vuol dire avere un grande senso di umanità, essere integerrimi e avere in odio qualsiasi ingiustizia...

    Vuol dire non essere moralisti, non parlare per luoghi comuni e non affibbiare facili etichette...

    Vuol dire ritenere che la memoria storica sia fondamentale per avere una propria coscienza...

    Vuol dire combattere per quei diritti e quelle libertà conquistate col sangue dai nostri padri...

    Vuol dire credere che l'austerità berligueriana non sia stata moralismo...

    Vuol dire porre la "questione morale" prima di tutto a se stessi...e poi agli altri...

    Vuol dire rendersi conto che la falce e il martello non ti rendono migliore degli altri solo perché li ergi a tua bandiera, e soprattutto che non ti danno la patente di angelo senza macchia e senza peccato...

    Vuol dire essere diversi nel pensiero, nella parola e nell'atto da uno come Ratzinger...

    Vuol dire viversi quotidianamente anche le proprie contraddizioni personali, perchè ci può non piacere il sistema, ma siamo costretti a viverci dentro...

    Vuol dire saper fare discorsi seri e interessanti ogni tanto...e non limitarsi ad alcol, figa e calcio...

    Vuol dire non fermarsi alle apparenze ma andare oltre...

    Vuol dire non sopportare che in una società tutto venga mercificato, persino i rapporti fra le persone...

    Vuol dire continuare a credere che una società che pone il profitto, il denaro e la competizione esclusiva al centro di tutto sia profondamente ingiusta...

    Vuol dire ribellarsi al machiavellico fine che giustifica i mezzi...

    Vuol dire credere che lo stato sociale sia una conditio sine qua non, il mezzo attraverso cui ottenere il benessere sociale...

    Vuol dire avere ancora una speranza (utopica?) in un altro mondo possibile, nonostante non esista più un movimento comunista internazionale...

    Vuol dire continuare ad avere una speranza, nonostante ci sia stato il socialismo reale...

    Vuol dire essere convinti che tanti sognatori possono dar vita a un sogno ("you can say I'm a dreamer, buit I'm not the only one")...ma che bisogna fare i conti anche con la natura umana...per non trasformare il sogno in incubo...

    Vuol dire rincorrere ideali quali autogoverno, autogestione e democrazia diretta...

    Vuol dire non credere alla favola liberale secondo cui tutti hanno le stesse opportunità ed i medesimi punti di partenza...perchè ciò equivarrebbe ad ignorare l'ambiente sociale e culturale nel quale l'individuo si trova concretamente a vivere ed operare...

    Vuol dire credere che sia immorale che un calciatore che dà due calci a un pallone sia pagato milioni e milioni di euro, quando la gente non arriva all'ultima settimana del mese...

    Vuol dire non rendere universale una sorta di invidia per chi ha di più, ma semplicemente aspirare ad un'equa distribuzione della ricchezza e delle risorse per superare una modalità esistenziale basata sull'avere (e sul fregare il prossimo per avere sempre di più)...

    Vuol dire riconoscere che non tutti gli operai e non tutti i lavoratori sono dei "santi", perchè i "furbi" esistono ovunque...

    Vuol dire avere la convinzione che sono gli uomini a fare la storia, ma che "le masse" non vanno idealizzate...

    Vuol dire non seguire la massa e uscire dal branco...

    Vuol dire capire che il conformismo da automi, da cloni, è una fuga dalla libertà e dalla solitudine...

    Vuol dire rendersi conto che il fenomeno dell'alienazione è tutt'oggi diffusissimo, anche se nessuno ne parla più...

    Vuol dire non capire per quale ragione o calcolo la sinistra debba lasciarsi intimidire sistematicamente dai neo-centristi e dai moderati...

    Vuol dire pensare che il capitalismo sia comunque la "dittatura" della borghesia imprenditoriale e/o finanziaria (ossia dei Berlusconi, dei De Benedetti, dei Montezemolo, dei Fiorani, dei Ricucci ecc. ecc. ecc.)...

    Vuol dire credere che il concetto di classe non sia un'obsolescenza della storia...

    Vuol dire aver presente che una filosofia che non si fa praxis, che non diventa azione...serve a poco...

    Vuol dire comprendere che il marxismo è umanesimo...

    Vuol dire imparare dai propri sbagli e dai propri errori...

    Vuol dire non capire come si riesca a godere della musica commerciale e house...

    Vuol dire essere contro...

    Vuol dire capire che essere contro però non basta...bisogna fare anche proposte...

    Vuol dire essere consapevoli...

    Vuol dire essere consapevoli che la "rivoluzione" parte da se stessi...

    Vuol dire rendersi conto che l' "agg imparat a carè" non basta, perchè dopo un pò ti fai male...bisogna imparare ad evitare di cadere...

    Vuol dire non tollerare lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo...

    Vuol dire credere che ribellarsi allo sfruttamento sia giusto...

    Vuol dire non comprendere chi per sentirsi "alternativo" spende tanti soldi quanto il classico "fighetto"...

    Vuol dire aver coscienza che "pseudo-alternativo" e "fighetto" siano in fondo due facce della stessa medaglia...

    Vuol dire credere che essere veramente "alternativi" sia un fatto di mentalità e non di look...

    Vuol dire aborrire l'ignoranza, il peggiore di tutti i mali...

    Vuol dire combattere il privilegio, il pregiudizio e ogni discriminazione basata sul sesso, la razza, il credo religioso, lo status sociale, l'orientamento sessuale...

    Vuol dire ripugnare la divisione tra buoni e cattivi a prescindere...

    Vuol dire non fermarsi al principio di eguaglianza formale, ma adoperarsi e lavorare ogni giorno per realizzare anche quello di eguaglianza sostanziale...

    Vuol dire essere consapevoli che socialismo senza libertà è schiavitù e brutalità...

    Vuol dire ritenere non sufficiente una libertà "da"...ma che sia fondamentale sviluppare e garantire una libertà "di"...

    Vuol dire opporre la non-violenza alla violenza del potere...

    Vuol dire riconoscere l'importanza del comandamento dell'amore predicato, per i credenti, da Cristo e, per tutti gli altri, da Socrate 5 secoli prima di lui...

    Vuol dire non sentirsi depositari di verità assolute e pensare di avere tutte le risposte...

    Vuol dire capire che la morale e l'etica non bastano per cambiare la società...

    Vuol dire ridare un senso alla parola democrazia...

    Vuol dire fare nel mio piccolo quel che posso...

    Vuol dire condividere in pieno ogni signola parola di "Imagine"...

    Vuol dire andare contro tutte le lobbies...quelle politiche, quelle economiche e quelle religiose...

    Vuol dire incazzarsi quando sono proprio le istituzioni ad invitare i cittadini all'astensione dal voto, rinunciando all' essenza di ogni democrazia...

    Vuol dire rimanere delusi dal disinteresse, l'irresponsabilità e il disinvestimento collettivo...

    Quindi...per me essere comunista...vuol dire tendere a un qualcosa di alto e nobile...per cambiare lo stato di cose esistenti...e mantenere una promessa non mantenuta...